Un episodio straordinario di medicina d’urgenza ha reso possibile la salvezza di una ragazza di 19 anni a Palermo, grazie a un massaggio cardiaco praticato per 107 minuti ininterrotti dal personale medico e infermieristico dell’Ospedale Civico. L’intervento, iniziato nella notte tra il 25 e il 26 novembre, è stato determinante per mantenere in vita la giovane fino all’attivazione di un macchinario salvavita, l’Ecmo, che ha permesso di ossigenare il sangue e mantenere la circolazione extracorporea mentre i medici trattavano la causa dell’arresto cardiaco.
Giada, era giunta in pronto soccorso in condizioni gravissime in seguito a una miocardite fulminante, una forma acuta di infiammazione del cuore provocata da un virus influenzale contratto durante una vacanza in Lapponia. La miocardite aveva causato un arresto cardiaco improvviso, rendendo necessarie manovre di rianimazione immediate e prolungate.
Medici e infermieri del Civico si sono alternati senza sosta nel massaggio cardiaco prolungato per più di un’ora e quaranta minuti, una durata ben oltre quella che si registra in casi ordinari. L’obiettivo era mantenere la circolazione e l’ossigenazione degli organi vitali in attesa di collegare Giada all’Ecmo, il dispositivo in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiopolmonare e permettere ai sanitari di intervenire sulla causa scatenante.
Una volta stabilizzata, Giada è stata trasferita dalla terapia intensiva al reparto di cardiologia, e i medici hanno confermato che non ha riportato danni cerebrali, un risultato eccezionale considerando la gravità dell’arresto cardiaco e i lunghi minuti trascorsi prima dell’attacco dell’Ecmo.
La riuscita dell’intervento è stata accolta con grande sollievo dai familiari. Il padre della giovane ha espresso la speranza di poter riabbracciare la figlia per Natale, ringraziando tutto il personale dell’ospedale per la dedizione, la competenza e l’umanità dimostrate durante quei drammatici minuti di rianimazione.
Un momento particolarmente toccante è stato il gesto del team medico, che ha regalato a Giada un grande peluche e ha lasciato un messaggio affettuoso sulla fasciatura della sua gamba: “Con affetto dalla squadra migliore. Ti vogliamo bene.” Questo segno di vicinanza ha commosso familiari e colleghi, sottolineando l’atteggiamento di cura che ha accompagnato ogni fase dell’assistenza.
L’Ospedale Civico di Palermo è l’unico pronto soccorso in città dotato del macchinario Ecmo. Questo dispositivo, che supporta cuore e polmoni, si è rivelato fondamentale nel caso di Giada, consentendo di guadagnare tempo prezioso per curare la miocardite fulminante. In altre strutture della città, come l’Ismett, esistono macchinari simili, ma non sono integrati direttamente nel pronto soccorso, rendendo la tempestività dell’intervento al Civico un elemento determinante nel risultato finale.
La vicenda ha attirato l’attenzione delle istituzioni locali: il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso vivo apprezzamento ai medici, anestesisti e infermieri per la professionalità e l’impegno dimostrati, definendo il caso un esempio di buona sanità e di eccellenza nel sistema regionale.
Quella di Giada è una storia che va oltre la cronaca medica: è una testimonianza di come dedizione, competenza e prontezza di intervento possano fare la differenza tra la vita e la morte. La riuscita di un massaggio cardiaco prolungato per oltre un’ora e mezza, unita all’uso tempestivo delle tecnologie più avanzate, ha consegnato alla giovane una nuova possibilità di vita, permettendo alla sua famiglia di sperare in un ritorno a casa per le festività.










