Un episodio inquietante ha riacceso la tensione al Liceo Classico Giulio Cesare di Roma, dove è stata rinvenuta una seconda “lista stupri” all’interno dell’istituto. Questa volta, oltre ai nomi di studenti e studentesse, nell’elenco compaiono i cognomi di due docenti della scuola, suscitando profonda indignazione e preoccupazione tra studenti, famiglie e personale scolastico.
La scoperta è avvenuta alla fine di un’occupazione dell’istituto, quando rappresentanti e docenti hanno effettuato una ricognizione dei locali. In un’anticamera al primo piano è stata trovata una scritta con la dicitura “lista stupri” seguita dai nomi delle insegnanti, insieme ad altre scritte offensive e insulti, anche contro la dirigente scolastica, Paola Senesi.
Si tratta di una situazione analoga a quella verificatasi alla fine di novembre, quando nei bagni della scuola era comparsa una prima lista con i nomi di otto ragazze e di un ragazzo sotto la stessa terribile intestazione. Quell’episodio aveva già provocato shock tra gli studenti e aveva portato alla convocazione della preside in questura, nell’ambito di un’inchiesta per istigazione a delinquere coordinata dalla Procura di Roma.
La comparsa di un nuovo elenco con riferimenti a violenze sessuali e con l’aggiunta di docenti tra i nomi indica, secondo numerosi osservatori, che chi ha realizzato lo scritto ha agito con piena consapevolezza e con l’intento di provocare. Studenti e rappresentanti dell’istituto hanno espresso pubblicamente la loro indignazione, definendo l’atto “grave, inquietante e inaccettabile”, un gesto che non può essere ridotto a una semplice bravata ma che rappresenta un attacco simbolico alla dignità delle persone coinvolte.
Le reazioni non si sono limitate alla comunità scolastica. Esponenti politici e associazioni hanno sottolineato la gravità dell’accaduto, evidenziando come simili gesti siano in contrasto con i valori educativi e civici che una scuola dovrebbe promuovere. È emerso anche il dibattito sull’importanza di percorsi di educazione al rispetto e alla parità di genere, considerati strumenti necessari per prevenire fenomeni di questo tipo e sensibilizzare gli studenti su temi delicati quali la violenza e la discriminazione.
Nel frattempo, la tensione all’interno dell’istituto ha portato a provvedimenti disciplinari: il Consiglio dei docenti, insieme alla dirigenza, ha deciso di assegnare “cinque in condotta” a quegli studenti che sono stati identificati come presenti durante l’occupazione. Questo tipo di sanzione, se confermata anche nel secondo quadrimestre, potrebbe tradursi in bocciature automatiche per gli studenti coinvolti. Inoltre, sono state annullate alcune gite scolastiche, decisione adottata per sottolineare la severità delle conseguenze legate a comportamenti ritenuti inappropriati e dannosi per il clima educativo.
La preside Senesi e il collegio dei docenti hanno espresso la ferma condanna degli atti offensivi, ribadendo che la scuola deve restare un luogo di rispetto, dialogo e crescita civile, dove la protesta e l’espressione delle idee non possono mai legittimare espressioni intimidatorie o lesive della dignità altrui. Le attività didattiche sono riprese dopo la chiusura dell’occupazione, ma l’incidente ha lasciato un segno profondo nella comunità scolastica, che ora si confronta su come rafforzare i percorsi di cittadinanza attiva e rispetto reciproco tra studenti e docenti.











