I carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Napoli Stella hanno portato a termine una vasta operazione che ha attraversato diversi quartieri: da Secondigliano ad Arzano. Il bilancio parla chiaro: quattro arresti, decine di chili di hashish, una pistola rubata e un duro colpo al traffico di stupefacenti che aveva le sue basi in una “roccaforte” della criminalità.
Primo blitz: hashish nascosta, il via da Secondigliano
Tutto è cominciato in una corte di via del Camposanto, a Secondigliano, dove i militari hanno sorpreso un 23enne e sua sorella di 20 anni gettare dal balcone alcune scatole. Dentro: 41,225 kg di hashish. Materiale per il confezionamento, telefoni e documenti di “logistica” dello spaccio sono stati sequestrati. I due fratelli sono stati arrestati; la madre, presente in casa, denunciata.
Dalla prima abitazione, l’indagine si è estesa in altre abitazioni: i carabinieri non si sono fermati al primo risultato.
A seguire: pistola rubata e nuovo carico di stupefacenti
A Napoli, è stato perquisito un appartamento di un 27enne, dove è stata trovata una pistola Beretta modello APX calibro 9×21, risultata rubata nel 2024: anche lui è finito in manette.
Poi i carabinieri si sono mossi verso Arzano, in casa del fratello del precedente arrestato: all’interno di un armadio, i militari hanno scoperto altri 12,6 kg di hashish. Il giovane, già con precedenti, è stato arrestato, chiudendo il cerchio dell’operazione.
Dietro i numeri: la pervasività del traffico
Questa operazione dimostra quanto lo spaccio e il traffico di stupefacenti e armi siano radicati anche in zone segnate da presenza criminale storica. L’uso di case “bunker”, il tentativo di disfarsi della droga gettandola dai balconi, l’occultamento di armi rubate e la complicità familiare: tutto segnali di un sistema diffuso, strutturato, che alterna violenza, omertà e affari redditizi.
A colpire non sono solo i chilogrammi di droga, ma l’organizzazione: “laboratori” di confezionamento, canali di distribuzione, protezione reciproca.









