In data odierna, martedì 2 dicembre, nella zona collinare di Torre del Greco è scattata un’importante operazione di demolizione: strutture in muratura e in legno — tra cui una piscina — sono state abbattute in esecuzione di una sentenza definitiva risalente al 2008. L’intervento è stato ordinato dalla locale Procura della Repubblica, nell’ambito delle misure di contrasto all’abusivismo edilizio su aree protette.
Le costruzioni interessate dall’abbattimento si trovavano in via Cupa Vecchio e comprendevano edifici in muratura e strutture prefabbricate/ in legno; una piscina interrata di circa 46 metri quadrati; piscina, scala in muratura, vano bagno e deposito privi di permessi; pavimentazione in ciottoli di terracotta, un cancello motorizzato e vari ampliamenti abusivi.
Tutti questi manufatti ricadevano in aree vincolate del Parco Nazionale del Vesuvio, soggette a vincoli paesaggistici, ambientali e sismici, oltre ad essere inserite in zona ad alto rischio vulcanico.
La demolizione è stata realizzata in «autodemolizione» — cioè a cura del proprietario — senza far ricorso ai fondi stanziati dal parco per le operazioni di bonifica, così come previsto dal protocollo di collaborazione con la Procura di Torre Annunziata.
Questa recente operazione si inserisce in un contesto più ampio di interventi nella zona vesuviana: secondo fonti del parco, nell’arco degli ultimi 20 anni sono state emesse circa 2.500 ordinanze di demolizione per costruzioni abusive.
Nel solo 2025 ci sono già stati altri casi: a Torre del Greco, nel luglio scorso, è stata demolita una villetta abusiva con terrazzo e vani annessi, in un contesto sottoposto a vincolo e zona sismica / vulcanica.
Nel comune di Boscoreale un manufatto abusivo di 30 mq è stato abbattuto ad agosto.
E a Trecase, nel maggio 2024, erano state rimosse strutture edilizie abusive collegate a un’attività commerciale, comprendenti depositi, gazebo, sala ristorante e una piscina illegale.











