Il Comune di Napoli ha deciso di trasformare in memoria tangibile una delle canzoni simbolo della città: la canzone «Napule è», nata da un’idea e da versi scritti da un giovane Pino Daniele appena diciottenne. Con una delibera unanime della giunta comunale, è stata approvata l’installazione di una targa commemorativa in via Partenope — precisamente sul tratto di lungomare conosciuto come “muro borbonico” — nel punto esatto dove, secondo la ricerca biografica, nacque il primo nucleo del brano.
L’area scelta non è casuale: affaccia sul Golfo, con vista sul mare e sullo skyline di Napoli, e quel muro-frangiflutti viene così consacrato come “chilometro zero” della napoletanità in musica. Un segno concreto che lega il paesaggio urbano, il popolo e la canzone — un richiamo all’identità collettiva e alla storia personale dell’artista.
Pubblicata nel 1977, «Napule è» è considerata il manifesto sonoro di Napoli: un ritratto di contrasti, malinconia e speranza, radicato nella lingua, nei suoni e nelle speranze della città. La canzone ha attraversato generazioni, evocando orgoglio, appartenenza e nostalgia, e oggi diventa pietra miliare di un ricordo che si può toccare con mano.
La targa non sarà solo un simbolo per i fan, ma un punto di riferimento per tutti i napoletani e i visitatori: passeggiando sul lungomare, sarà possibile fermarsi, leggere, ascoltare idealmente la canzone e riflettere sulla bellezza e le contraddizioni di una città che vive la sua identità in musica. È un omaggio ufficiale a un artista che ha saputo dar voce a Napoli, rendendola universale.











