Due fratellini palestinesi, di circa 10 e 12 anni, Fadi Abu Assi e Goma Abu Assi, sono stati uccisi in un’azione che ha scosso la comunità internazionale: secondo quanto riferito da fonti mediche e testimoni, un drone ha aperto il fuoco nei pressi di un’area residenziale nella parte orientale di Khan Younis, nella Striscia di Gaza.
Erano impegnati a raccogliere legna per aiutare il padre, costretto su una sedia a rotelle, per accendere un fuoco e riscaldare la casa: un gesto semplice e quotidiano, trasformato in tragedia. Il raid, secondo le autorità sanitarie locali, rientra in una serie di violazioni del cessate-il-fuoco in atto, che mostrano quanto sia fragile e violento il contesto nella Striscia.
Con la morte di questi due bambini si aggiorna un bilancio già devastante: secondo i dati più recenti, il numero complessivo delle vittime a Gaza ha superato ormai le 70.000 persone dall’inizio del conflitto. Tra queste, migliaia sono bambini: giovani vite spezzate tra polvere, macerie, fame e paura.
Le immagini dei funerali sono diventate l’ennesimo monito sull’orrore che sta attraversando la Striscia. Ogni nome, ogni volto, rappresenta una promessa infranta: sogni di normalità, giochi, scuola, un futuro. Tutto spazzato via.
Chi erano quei bambini? Ragazzi che si chinavano a raccogliere legna per garantire un po’ di calore a casa. Pensieri semplici, quotidiani. Desideri umani, umilissimi. Eppure sono stati colpiti come se fossero nemici. Questo non è un dato militare, non è un “danno collaterale”. È un atto che travolge l’umanità, che riduce la vita a una statistica, che trasforma un nome e un’età in un numero tra tanti.
Questo episodio, e molti altri come questo, chiamano in causa non solo le armi, ma le coscienze. Chiedono giustizia, ma soprattutto chiedono che non si abituino gli occhi e il cuore all’orrore.
Restano le domande lecite da porsi: quante altre vite innocenti dovranno essere spezzate prima che succeda qualcosa? Quanto dolore è ancora tollerato? E per chi crede in diritti e dignità, quanto silenzio è ancora accettabile?











