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27 e 28 novembre sciopero nazionale: 24 ore di agitazione del personale ferroviario

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
24 Novembre, 2025
in News
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Sciopero nazionale dei treni di 24 ore, da sabato 12 a domenica 13 ottobre: tratte e orari garantiti
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Ferrovie dello Stato è nuovamente al centro di una mobilitazione nazionale: i lavoratori del gruppo FS italiani incroceranno le braccia per 24 ore, da giovedì 27 novembre alle ore 21 fino a venerdì 28 novembre alla stessa ora. L’agitazione è stata indetta da alcune sigle sindacali autonome e si inserisce in un quadro più ampio di sciopero generale, che coinvolgerà anche altri settori pubblici e privati.

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Le ragioni della protesta

I sindacati promotori – tra cui CUB, USB, SGB, COBAS e USI-CIT – puntano il dito contro la Manovra 2026, criticata per l’aumento delle spese militari, ritenuto a scapito dei fondi destinati a scuole, sanità e trasporti pubblici. Tra le richieste ci sono anche misure per ridurre il lavoro precario e un aumento dei salari, considerato urgente da molti dipendenti del comparto ferroviario.

Ambiti coinvolti

Lo sciopero riguarderà vari segmenti del servizio ferroviario alta Velocità, lunga percorrenza e treni regionali.

Secondo RFI e il gruppo FS Italiane, la mobilitazione potrà generare cancellazioni, ritardi o modifiche di orario su numerosi treni.

Servizi garantiti

Non tutto il servizio sarà sospeso: nelle fasce orarie di garanzia – previste dalle normative – saranno garantiti i convogli più essenziali.
In particolare, è previsto che durante le ore mattutine e serali (indicativamente tra le 6:00-9:00 e le 18:00-21:00) alcune tratte restino operative. Tutti i pendolari sono comunque invitati a verificare prima della partenza lo stato del proprio treno tramite i canali ufficiali delle compagnie (Trenitalia, Trenord, Italo).

I viaggiatori che decidono di non partire a causa dello sciopero avranno la possibilità di chiedere il rimborso del biglietto o riprogrammare il viaggio, compatibilmente con la disponibilità dei treni alternativi.

Lo stop di 24 ore del personale ferroviario potrebbe avere un significativo impatto sulla mobilità nazionale, soprattutto per chi utilizza treni a lunga percorrenza o regionali per motivi di lavoro o studio. L’agitazione rappresenta una delle tante tensioni sociali legate alle politiche economiche e di bilancio, ma anche un momento di forte pressione per il sistema dei trasporti italiani.

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Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

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