La 74ª edizione di Miss Universo, disputata in Thailandia, si è conclusa con un finale da film: la messicana Fátima Bosch è stata incoronata Miss Universo 2025, ma la sua vittoria è arrivata dopo settimane di tensioni e polemiche con uno degli organizzatori del concorso.
La polemica con l’organizzatore
Prima ancora della finale, Bosch è stata al centro di un acceso scontro con Nawat Itsaragrisil, direttore thailandese legato all’organizzazione del concorso. Durante una cerimonia di sash (quando le concorrenti ricevono la fascia), Itsaragrisil ha attaccato pubblicamente la giovane messicana per non aver condiviso su Instagram contenuti promozionali della Thailandia. L’ha definita “stupida” (“dumbhead” nelle versioni inglesi), suscitando lo sdegno della stessa Bosch, che ha deciso di alzarsi e lasciare la stanza in segno di protesta.
Il momento ha avuto grande risonanza: molte concorrenti, solidali con Bosch, l’hanno seguita uscendo dalla sala. L’episodio è stato trasmesso in diretta, diventando virale e scatenando una vasta ondata di critiche. Alcune partecipanti hanno parlato di “mancanza di rispetto verso le donne” e di un comportamento inaccettabile da parte di un membro dell’organizzazione.
Dopo la bufera, Itsaragrisil ha poi chiesto scusa: l’organizzazione di Miss Universo ha condannato le sue parole, definendole un’aggressione pubblica e un grave abuso. Il presidente dell’Organizzazione Miss Universo, Raúl Rocha Cantú, ha preso posizione dichiarando che quel comportamento non riflette i valori del concorso. Dall’altra parte, la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha elogiato Bosch come esempio per tutte le donne che osano parlare quando vedono l’ingiustizia.
Nonostante tutto, Bosch ha mantenuto la concentrazione. Durante la finalissima, ha dimostrato eleganza, sicurezza e presenza, guadagnandosi il titolo. La sua vittoria rappresenta la quarta corona Miss Universo per il Messico, un traguardo storico. Migliaia di persone nel suo stato natale, Tabasco, hanno seguito la cerimonia in diretta, festeggiando il risultato con entusiasmo e orgoglio.
La vittoria di Bosch non ha placato tutte le critiche. Su internet molti utenti hanno avanzato dubbi, parlando di “damage control” (gestione di danni reputazionali) da parte dell’organizzazione. Alcuni hanno suggerito che il suo titolo sia in parte una risposta alla polemica, una “riparazione” mediatica dopo quanto accaduto con Itsaragrisil.
Altri, invece, difendono la Regina universale, vedendo nel suo comportamento la testimonianza di una donna che non ha accettato di essere messa a tacere.
Questa edizione di Miss Universo è diventata qualcosa di più di un semplice concorso di bellezza. È simbolo di una battaglia più ampia: la voce delle donne, il rispetto, la dignità. Bosch — che ha preso posizione contro chi la voleva zittire — ha dato un potente segnale: anche in ambiti tradizionalmente legati all’apparenza, la forza morale e l’identità contano davvero.
La sua incoronazione, dunque, non è solo un trionfo personale ma un momento di rottura rispetto a dinamiche di potere e di silenzio che molti ritenevano scontate. Miss Universo 2025 passerà alla storia non solo per la bellezza, ma per il coraggio.











