Una scena che ha fatto il giro dei social in poche ore: durante un evento propedeutico al concorso Miss Universe, il direttore esecutivo del concorso ha pubblicamente offeso la rappresentante del Messico, provocando una reazione di massa delle partecipanti.
L’episodio è avvenuto a Bangkok (Thailandia), in una cerimonia ufficiale prima della finale della 74ª edizione del concorso.
Cosa è accaduto
Durante la cerimonia di sashing – un momento formale in cui le aspiranti miss ricevono la fascia da indossare –, il direttore del concorso, Nawat Itsaragrisil (vicepresidente per Asia e Oceania dell’ente organizzatore), ha chiamato in pubblico la delegata messicana, Fátima Bosch, accusandola di non partecipare a uno shooting promozionale e chiedendo: “Messico, dove sei?”
Quando Bosch ha cercato di difendersi, Itsaragrisil l’ha interrotta e l’ha etichettata come “dummy” (stupida), intimandole di alzarsi e scusarsi.
La tensione è immediatamente salita: diverse concorrenti – tra cui la detentrice del titolo, Victoria Kjær Theilvig – hanno abbandonato la sala in segno di solidarietà verso Bosch, condannando l’atteggiamento come umiliante e irrispettoso.
Le reazioni ufficiali
L’ente organizzatore del concorso, Miss Universe Organization, ha preso posizione: il presidente Raúl Rocha ha dichiarato che l’episodio “viola i principi di rispetto e dignità nei confronti delle donne” e ha annunciato che Itsaragrisil verrà limitato nella sua partecipazione agli eventi legati all’edizione in corso.
Bosch ha rilasciato un video messaggio in cui afferma: “Sono qui. Non ho paura di alzare la voce. Sono qui per essere una voce per tutte le donne e tutte le ragazze che lottano per cause.”
L’evento non è un semplice “divertente dietro le quinte” del mondo dei concorsi di bellezza: tocca temi seri come la dignità, il rispetto, l’eguaglianza di trattamento. Un’organizzazione che promuove l’empowerment femminile si trova improvvisamente sotto accusa per un comportamento che sembra andare in direzione opposta.
In un mondo social dove il segnale visivo conta quasi quanto le parole, la reazione coordinata delle concorrenti è diventata simbolica: non solo “non accettiamo l’umiliazione”, ma “ci alziamo in piedi”.
Il concorso va avanti, la finale è programmata per il 21 novembre 2025 a Pak Kret (Thailandia). Tuttavia, questo episodio rimarrà segnato nella cronaca della manifestazione: quali cambiamenti apporterà l’organizzazione? Quali misure di tutela verranno rafforzate per le partecipanti?
È anche una sfida per il mondo dei concorsi: credibilità, trasparenza e coerenza con i valori dichiarati sono sotto osservazione.
Quando l’apparenza si fa messaggio, ma il messaggio non rispecchia l’apparenza, tutti perdono.
In un palco dove ragazze di tutto il mondo mettono in gioco la loro voce, questo episodio suggerisce che la vera bellezza non è solo esteriore ma è anche rispetto, voce e dignità.










