Secondo il report 2025 del Sole 24 Ore, la Campania continua a registrare risultati molto negativi nella classifica della qualità della vita, che fotografa il benessere delle province italiane. Il quadro che emerge è preoccupante e conferma un divario strutturale tra Nord e Sud.
Una classifica impietosa per Napoli e la sua regione
Napoli si colloca al 104° posto su 107 province sia nella categoria Bambini (0-14 anni) che in quella dei Giovani (18-35 anni). È uno degli ultimi posti della graduatoria. Questi dati evidenziano una grave carenza nei servizi per le fasce più giovani: scarsa dotazione di verde attrezzato, poche mense scolastiche, edifici per l’infanzia insufficienti, scuole con poche strutture sportive.
Anche gli anziani non se la passano bene: nella classifica over-65 la provincia di Caserta occupa il 99° posto, indicando una scarsa offerta di servizi sociali per gli over.
Le province campane in fondo alla classifica generale
L’intera regione Campania appare in difficoltà: secondo l’analisi di Italia Oggi, tutte e cinque le province campane si trovano nei ranghi bassi della classifica generale della qualità della vita. Avellino risulta essere la provincia “meno peggiore”, piazzandosi al 77° posto su 107. Caserta è ampiamente fanalino di coda tra le province campane, sia per lavoro sia per altri indicatori socio-economici.
Sanità, ambiente e trasporti: pesanti criticità
Nel sistema sanitario, emergono significative lacune: secondo dati dell’ISTAT, la Campania ha il più basso numero di posti letto residenziali per la popolazione rispetto alla media nazionale.
Sul fronte della mobilità, solo l’11,4% della popolazione campana è soddisfatta dei servizi di trasporto pubblico locale, dato troppo basso rispetto ad altre regioni.
In termini ambientali, Napoli è particolarmente penalizzata: l’indice ambientale la vede piazzarsi molto in basso, con problemi nella gestione dei rifiuti e nella qualità degli spazi verdi.
Uno sguardo più profondo: aspettative di vita e benessere sociale
Secondo un rapporto OECD, nonostante la Campania abbia una buona coesione sociale (molti abitanti dichiarano di sentirsi in grado di creare relazioni e legami), il suo indice di qualità istituzionale è sotto la media europea, segnalando un deficit di efficienza e trasparenza del governo regionale.
Inoltre, sull’aspettativa di vita, la Campania è nuovamente tra le peggiori regioni italiane, con performance inferiori rispetto alla media nazionale, un dato che riflette le condizioni sociali, sanitarie ed economiche della regione.
Le cause
La situazione non è solo il frutto di dati statistici, ma riflette problemi concreti e strutturali: la disuguaglianza territoriale, con un forte divario Nord-Sud in termini di investimenti, opportunità e servizi. La mancanza di investimenti duraturi nei settori sociali: scuole, strutture per l’infanzia, verde urbano, trasporti pubblici.
Un sistema sanitario che, pur mostrando qualche segnale positivo in alcune province, non garantisce uniformemente i servizi, soprattutto per le fasce più fragili.
Politiche locali e regionali che faticano a intervenire in modo mirato sulle aree più deboli e ad attrarre risorse.
Perché è un problema anche per il Paese
Il posizionamento così basso della Campania nella qualità della vita non è solo una questione locale: ha implicazioni importanti anche per l’intero sviluppo nazionale. Quando una regione fondamentale come la Campania fatica a offrire un buon livello di benessere, il divario con il Nord cresce e mette sotto pressione anche il tessuto economico e demografico del Sud.
Investire nella qualità della vita in Campania significa quindi non solo migliorare le condizioni locali, ma rafforzare l’intero sistema Italia, contrastando lo spopolamento, la fuga di talenti e l’insicurezza sociale.











