Forti piogge stanno colpendo la Striscia di Gaza, causando inondazioni nelle aree dove vivono decine di migliaia di sfollati in tende di fortuna. Le piogge intense hanno messo a dura prova le già fragili condizioni abitative di chi è costretto a sopravvivere dopo anni di devastazioni.
Le conseguenze del maltempo sulla vita degli sfollati
Secondo le autorità locali, più di 1.500 tende sono state allagate a causa dell’acqua piovana, con livelli che hanno raggiunto anche i 30 centimetri in alcune zone.
Nella città di Khan Younis, decine di rifugi improvvisati sono finite sott’acqua. Le famiglie hanno riportato materassi inzuppati, coperte bagnate e effetti personali danneggiati.
Secondo la Difesa Civile di Gaza, molte tende sono così logore da non essere più adatte a proteggere chi vi abita: una stima parla di oltre il 93% di rifugi distrutti o compromessi.
Alcune tende sono addirittura collassate sotto il peso dell’acqua o a causa del vento forte, lasciando intere famiglie senza alcuna copertura.
Un’emergenza che si aggiunge alla guerra
Le inondazioni colpiscono in un momento in cui Gaza sta già affrontando una crisi umanitaria estremamente grave: molti sfollati vivono senza un tetto stabile, in capanne improvvisate o tende consumate dalle intemperie, mentre l’accesso agli aiuti è limitato.
Le autorità della Difesa Civile hanno lanciato appelli urgenti: chiedono forniture di tende resistenti, teloni, coperte e mezzi per drenare l’acqua, ma le risorse sono scarse e la situazione peggiora con ogni nuovo acquazzone.
Il punto di vista delle famiglie
Molti sfollati descrivono un mix di paura e disperazione. Alcuni riferiscono di essere rimasti svegli tutta la notte, cercando di allontanare l’acqua con piccoli scavi manuali o creando barriere di sabbia.
“Abbiamo passato notti intere sotto una pioggia incessante – racconta un padre di famiglia – e non sappiamo dove andare se la nostra tenda crolla.”
Reazioni internazionali e umanitarie
Le Nazioni Unite e altre organizzazioni umanitarie hanno espresso forte preoccupazione. Si parla di “esposizione completa” delle famiglie alle condizioni meteorologiche, con rischi concreti di ipotermia, malattie e ulteriori perdite.
In risposta, sono state distribuite alcune tende, teloni di copertura, coperte e indumenti invernali, ma secondo le valutazioni il materiale non è sufficiente per rispondere a tutte le necessità.
La pioggia che arriva a Gaza si abbatte su un orizzonte già ferito: per molti sfollati, queste inondazioni non sono solo un problema temporaneo, ma un’altra prova di quanto sia fragile la loro condizione. Senza un aiuto concreto, le tende – il loro ultimo rifugio – rischiano di trasformarsi in trappole pericolose.











