Un gesto estremo, che probabilmente ha evitato una tragedia. Un uomo di 49 anni si è presentato direttamente alla caserma dei Carabinieri della stazione di Napoli Capodimonte, citofonando e chiedendo di entrare.
Quando il militare di servizio gli ha aperto la porta, l’uomo ha pronunciato parole agghiaccianti: “Se non mi arrestate io ucciderò mia moglie. Sono passato ora sotto casa sua ma non c’era”.
Le frasi, ripetute con tono lucido e determinato, hanno immediatamente messo in allarme il maresciallo di turno, che ha attivato la procedura d’urgenza e contattato la donna. La 48enne – una professionista napoletana – ha risposto al telefono e ha confermato di trovarsi al sicuro.
Dalle verifiche è emerso che l’uomo non era un volto nuovo per i militari. L’ex coppia si era separata legalmente nel marzo del 2025, dopo una lunga crisi iniziata due anni prima. Da allora, il 49enne aveva trasformato la separazione in una spirale di stalking, minacce e aggressioni.
L’ex compagna, madre dei loro due figli (uno dei quali minorenne e affetto da disabilità grave), aveva più volte denunciato le condotte persecutorie. L’uomo la seguiva sotto casa, si appostava nei pressi del suo negozio e continuava a contattarla con account falsi e nuove e-mail, minacciando non solo lei, ma anche la sorella, il padre e persino i propri figli, “colpevoli” di difendere la madre.
Appena la notte precedente, i Carabinieri erano già intervenuti due volte sotto casa della donna. In un messaggio inviato al figlio maggiore, 19 anni, l’uomo aveva scritto: “La faccio in mille pezzi…”
Parole che hanno anticipato un nuovo episodio di violenza: poche ore dopo, l’uomo ha incontrato il ragazzo e lo ha aggredito con una stampella, colpendolo più volte prima di fuggire.
Quell’aggressione, insieme alle minacce ripetute, aveva spinto la donna a presentare una nuova denuncia nel pomeriggio. Forse proprio per questo motivo, non si trovava in casa quando l’ex marito vi era passato poco prima.
Alla luce dei fatti, i Carabinieri hanno arrestato il 49enne per stalking, minacce e lesioni. Il magistrato di turno della Procura di Napoli ha disposto il trasferimento immediato in carcere.
Un intervento tempestivo che, grazie al sangue freddo dei militari e alla collaborazione della vittima, ha probabilmente evitato un nuovo dramma di violenza domestica.
Un episodio che riaccende l’attenzione sulla necessità di interventi immediati nei casi di violenza di genere e sul ruolo cruciale delle denunce e della rete di protezione attorno alle vittime.










