L’International Day to End Impunity for Crimes Against Journalists (IDEI) è una giornata annuale proclamata dalla United Nations General Assembly con la Risoluzione A/RES/68/163 nel 2013, in memoria dell’assassinio di due giornalisti francesi in Mali il 2 novembre 2013.
Lo scopo è richiamare l’attenzione mondiale sul fatto che gli attacchi ai giornalisti – omicidi, arresti, minacce, violenze digitali – spesso restano impuniti, e che questa impunità mina la libertà di stampa, l’accesso all’informazione e di riflesso la democrazia stessa.
Tra il 2006 e il 2024 oltre 1.700 giornalisti sono stati uccisi in tutto il mondo.
In quasi 9 casi su 10 tali omicidi restano senza giustizia, cioè gli autori non sono perseguiti.
L’impunità non è un problema isolato, comporta una «chilling effect» (effetto di intimidazione) sulla professione giornalistica: se chi informa rischia di essere attaccato senza conseguenze per gli aggressori, l’informazione si indebolisce.
In contesti sempre più digitalizzati, emergono nuove forme di minaccia: le donne giornaliste sono particolarmente vulnerabili a violenze facilitate da IA – deepfake, doxxing, sorveglianza, molestie online.
Il tema dell’edizione 2025 è: “Chat GBV: Raising Awareness on AI-facilitated Gender-Based Violence against Women Journalists”.
In altre parole: si intende porre l’accento sulle violenze di genere facilitate dalla tecnologia che colpiscono le giornaliste donne — un problema che mina la parità, la libertà di espressione e la sicurezza professionale nei media. Tra le azioni suggerite: campagne online, formazione, protocolli di sicurezza per donne giornaliste, investigazione delle minacce digitali e fisiche.
Le organizzazioni internazionali, i governi, le associazioni di giornalisti e la società civile sono chiamati a garantire che ogni violenza contro giornalisti venga investigata e perseguita, sviluppare e rafforzare meccanismi di sicurezza – fisica e digitale – soprattutto per le giornaliste, monitorare e rendere pubblici i casi di impunità, per non lasciarli cadere nell’oblio e promuovere un ambiente mediatico e digitale in cui i giornalisti possano svolgere il loro lavoro “senza paura”.
Secondo UNESCO, in alcuni anni una giornalista donna su quattro ha subito minacce offline a seguito di aggressioni online. Oltre l’85 % dei casi di omicidi di giornalisti restano impuniti.











