La Corte dei Conti e la Procura indagano su un presunto spreco di 5,7 milioni di euro alla SMA Campania. In sette a giudizio per spese su Amazon, Spotify e doppi pagamenti. Le accuse: peculato e cattiva gestione dei fondi pubblici.
Sprechi e anomalie nella società ambientale regionale
Un presunto danno erariale da oltre 5,7 milioni di euro scuote la SMA Campania, società in-house della Regione Campania che si occupa di servizi ambientali e antincendio.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Napoli e della Procura regionale della Corte dei Conti, tra il 2012 e il 2022 sarebbero state effettuate spese non giustificate, doppi pagamenti e utilizzo improprio di fondi pubblici.
Le accuse: acquisti personali, abbonamenti e doppi pagamenti
Nel mirino degli inquirenti ci sono acquisti online con carte prepagate aziendali — le cosiddette flash card — che sarebbero state usate non solo per esigenze operative urgenti, ma anche per spese personali: ordini su Amazon di prodotti non attinenti all’attività della società; abbonamenti a Spotify e ad altri servizi di streaming, effettuati anche in orari notturni; fatture duplicate o pagate due volte, frutto – secondo gli investigatori – di scarsa vigilanza contabile.
A questi si aggiungono affidamenti diretti di servizi di autonoleggio e telefonia senza procedure di gara, e promozioni di carriera interne non supportate da selezioni trasparenti o criteri meritocratici.
Gli imputati e le contestazioni
Sono sette i dirigenti e amministratori rinviati a giudizio con accuse che vanno dal peculato all’abuso d’ufficio, fino alla responsabilità amministrativo-contabile.
Tra i nomi figurano: Giuseppe Cammarota, ex presidente del CdA; Ciro De Leo, Raffaele Scognamiglio e Giuseppe Esposito, ex amministratori unici; Lorenzo Di Domenico, ex consigliere delegato; Cosimo Silvestro, ex dirigente; Ernesto Tartaglione e Luigi Riccardi, responsabili contabili e tecnici.
Le contestazioni riguardano la gestione complessiva dei fondi della SMA, considerata “al di fuori di ogni logica di efficienza amministrativa” dalla magistratura contabile.
Le parole della Corte dei Conti
Secondo la Procura regionale della Corte dei Conti, le irregolarità avrebbero determinato un danno erariale complessivo di 5.777.757 euro, a carico della collettività campana.
Il collegio contabile ha inoltre evidenziato “una prassi sistematica di spesa priva di controlli efficaci e di trasparenza”, invitando i responsabili a restituire le somme indebitamente spese.
Procedimenti in corso e possibili sviluppi
Oltre al filone contabile, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un procedimento penale nei confronti di diversi ex dirigenti.
Le accuse sono di peculato per uso indebito di carte aziendali; abuso d’ufficio per nomine e promozioni arbitrarie; falsità ideologica per la gestione di fatture e documentazione contabile.
Gli indagati potranno presentare le proprie deduzioni difensive e fornire chiarimenti nelle prossime settimane.
La SMA Campania Spa è una partecipata regionale che si occupa di bonifiche ambientali, depurazione delle acque e prevenzione incendi. Negli ultimi anni era già finita sotto la lente della magistratura per presunte irregolarità gestionali, ma questa volta il dossier contabile assume proporzioni eccezionali, con oltre dieci anni di spese sospette.
Reazioni e prospettive
Il caso ha sollevato forte indignazione nel mondo politico e tra i cittadini.
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha annunciato una verifica interna sulla gestione della società, promettendo “tolleranza zero verso sprechi e cattiva amministrazione”.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto “trasparenza e tutela per i lavoratori onesti” della SMA, mentre le opposizioni in Consiglio regionale parlano di “ennesimo scandalo nelle partecipate pubbliche”.
Il procedimento giudiziario farà il suo corso, ma la vicenda mette ancora una volta in luce la fragilità dei controlli nelle società pubbliche regionali.
Se le accuse dovessero essere confermate, la SMA Campania dovrà restituire non solo le somme spese, ma anche la fiducia dei cittadini.











