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Murale dedicato a Nicola Gratteri in una scuola calabrese

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
18 Ottobre, 2025
in Arte & Spettacolo
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Murale dedicato a Nicola Gratteri in una scuola calabrese
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Nel comune di Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria, è stata realizzata un’opera di street art che raffigura il magistrato Nicola Gratteri accanto alla scritta “La cultura rende liberi”.

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L’opera è collocata all’ingresso della scuola elementare “Scuola Elementare Della Scala” di Cinquefrondi, una zona di passaggio quotidiano per molti alunni e famiglie. 
È un graffito realizzato dallo street-artist calabrese Sero‑583p, che ha scelto di rappresentare Gratteri in toga, in atteggiamento serio, come simbolo di legalità e lotta alle mafie. 
Sotto il volto campeggia la frase “La cultura rende liberi”, pensata come richiamo all’importanza dell’istruzione e della legalità.

L’artista ha dichiarato di aver voluto rendere omaggio «a un uomo che rappresenta un esempio concreto contro il sistema-mafia».
Il murale ha una doppia valenza: da un lato è un atto simbolico in un territorio (la Piana di Gioia Tauro) in cui la cultura della mafia ha avuto influenza, dall’altro un messaggio rivolto ai giovani: attraverso la cultura e l’istruzione si può intraprendere una strada alternativa.
Essendo collocato sulla facciata di una scuola, diventa strumento educativo e visivo di stimolo: non solo qualcuno che “lotta” ma qualcuno che rappresenta legalità, istruzione, impegno sociale.

Cinquefrondi è un comune della piana reggina, un’area che storicamente ha registrato la presenza della ’Ndrangheta; il fatto che si scelga proprio Gratteri — noto per le sue indagini contro la ‘Ndrangheta — rende l’opera anche un segnale forte di cambiamento e di speranza.
Inoltre, la frase “La cultura rende liberi” richiama direttamente un ideale educativo e civico: insegnare ai giovani che l’istruzione e la consapevolezza sono strumenti di emancipazione individuale e collettiva.

L’opera ha suscitato attenzione per il suo messaggio forte e per la collocazione quotidiana: ogni mattina gli studenti che entrano a scuola passano davanti al murale, rendendo l’immagine parte della loro giornata.
Potrebbe essere visto come un modello di “arte urbana che educa”: non meramente decorativa, ma con intento civico-formativo.
In un territorio dove spesso la legalità è in contrasto con la cultura mafiosa, un intervento del genere può contribuire a imprimere un segnale visivo e concreto.
Allo stesso tempo, c’è sempre la sfida affinché tali messaggi non restino simbolici ma siano accompagnati da azioni concrete nelle scuole e nei contesti locali.

L’iniziativa di Cinquefrondi è un esempio significativo di come arte, istruzione e impegno civile possono convergere per promuovere valori di legalità, cultura e libertà.
In un’area complessa come quella reggina, opere come questa costituiscono piccoli ma importanti punti di riferimento per le nuove generazioni.

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