Il 17 ottobre 2023, il cantante neomelodico Tony Colombo e sua moglie Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino, furono arrestati nell’ambito di un’operazione anticamorra contro il clan Di Lauro.
Le accuse a loro carico includevano il concorso esterno in associazione mafiosa e la partecipazione alla produzione di sigarette di contrabbando. Secondo gli inquirenti, i due avrebbero avuto rapporti d’affari con il clan, contribuendo finanziariamente all’allestimento di una fabbrica clandestina di sigarette ad Acerra.
Successivamente, entrambi hanno ottenuto gli arresti domiciliari in attesa del processo.
Il 20 gennaio 2025, il Tribunale di Napoli ha concesso a Tina Rispoli gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La decisione è stata presa in seguito a un’istanza presentata dai suoi legali, con parere favorevole della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). La donna è stata trasferita a Minturno, in provincia di Latina.
Il 31 gennaio 2025, anche Tony Colombo ha ottenuto gli arresti domiciliari. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto l’istanza presentata dai suoi avvocati, ritenendo che fossero venuti meno i presupposti per la custodia cautelare in carcere. Colombo è stato trasferito nella sua abitazione a Gaeta, a pochi chilometri da quella della moglie.
Lo scorso 7 marzo, il giudice per l’udienza preliminare di Napoli, Ivana Salvatore, ha assolto Tony Colombo e Tina Rispoli con formula piena, stabilendo che “non hanno commesso il fatto”. La sentenza è stata pronunciata al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, durante il quale le prove presentate dalla difesa hanno smontato le accuse. In particolare, le intercettazioni telefoniche e le chat che avrebbero dovuto dimostrare il coinvolgimento della coppia negli affari del clan sono state ritenute inammissibili, in quanto ottenute senza un provvedimento ad hoc che ne consentisse l’acquisizione.
In seguito all’assoluzione, Tony Colombo e Tina Rispoli sono stati scarcerati.
Nonostante l’assoluzione, Tina Rispoli resta indagata in un altro procedimento per riciclaggio. Al contrario, altri imputati coinvolti nell’inchiesta hanno ricevuto condanne significative: tra questi, Vincenzo Di Lauro, figlio del boss Paolo Di Lauro, è stato condannato a 20 anni di reclusione, mentre Raffaele Rispoli, fratello di Tina, ha ricevuto una condanna a 16 anni e 8 mesi.
Non era la prima volta che i coniugi Colombo-Rispoli finivano sulle pagine di cronaca. Il matrimonio tra Colombo e Rispoli, celebrato nel 2019, aveva suscitato polemiche per la sua ostentata ricchezza e per la partecipazione di personaggi legati al mondo della criminalità. I
n particolare, cinque trombettisti della Banda Musicale della Polizia Penitenziaria furono licenziati per aver suonato alle nozze, in quanto la loro presenza fu ritenuta dannosa per l’immagine del Corpo.
Inoltre, il capitano della Polizia Municipale di Napoli, Giovanni D’Ambrosio, fu interrogato per tre ore nell’ambito di un’inchiesta per omissione di atti d’ufficio riguardante il concerto in piazza del Plebiscito organizzato da Colombo il giorno prima delle nozze.
La vicenda di Tony Colombo e Tina Rispoli evidenzia le complesse dinamiche tra spettacolo, criminalità e giustizia. Se da un lato le accuse nei loro confronti sono state smontate in sede processuale, dall’altro emergono interrogativi sulle connessioni tra il mondo dello spettacolo neomelodico e le organizzazioni mafiose.
L’assoluzione della coppia non cancella le ombre che ancora aleggiavano sulla loro figura pubblica, ma sottolinea l’importanza di un processo equo e del rispetto dei diritti degli imputati.











