Nel calcio, la tecnica è il linguaggio universale del gioco. Non è tutto ciò che conta chiaramente perché gli aspetti importanti sono anche tanti altri, ma saper trattare il pallone può fare la differenza ai massimi livelli.
Ogni passaggio, controllo o tiro nasce da gesti che si imparano nei primi anni di attività. Non che da adulti non si possa più migliorare la tecnica ovviamente, ma è nei primi anni di settore giovanile che si apprendono le cose più importanti. Ecco perché l’allenamento dei giovani deve concentrarsi principalmente sulla crescita tecnica, prima ancora che sui risultati o sugli schemi tattici. È in questa fase che si formano le basi del calciatore del futuro.
Per gli appassionati di scommesse sportive, sono molteplici i Casino Non Aams che propongono quote interessanti sulle partite di calcio, con statistiche aggiornate e pronostici davvero validi.
I primi anni: costruire il gesto tecnico
Nelle categorie giovanili, l’obiettivo non è vincere ma insegnare a giocare. O almeno così dovrebbe essere per tutti gli allenatori, che dovrebbero dare priorità alla crescita del giovane piuttosto che alla vittoria o alla sconfitta.
Come anticipato sopra, durante i primi anni di allenamenti l’apprendimento tecnico è più rapido: il cervello e il corpo sono in grado di assimilare movimenti complessi con facilità. Ergo, proprio questo è il momento adatto per spingere: dal controllo alla conduzione della palla, dai passaggi agli stop, dal dribbling ai cambi di direzione, fino ai tiri in porta con entrambi i piedi.
Il segreto? Cercare di farlo attraverso il gioco, quindi con sedute dinamiche e divertenti. Il bambino, specie se ancora piccolo, vuole giocare e divertirsi, quindi l’ideale sarebbe cercare di insegnargli la tecnica mantenendo viva la curiosità e la voglia di migliorare.
L’importanza degli allenatori: tecnica prima di tattica e risultato
Troppo spesso nelle scuole calcio italiane si dà grande importanza al risultato e meno allo sviluppo individuale. Questo è sbagliatissimo: l’obiettivo delle scuole calcio dovrebbe infatti essere quello di formare giovani atleti per permettergli di esprimersi al meglio ed eventualmente emergere nelle prime squadre. Ma nel tempo, in maniera graduale, non imponendogli la vittoria fin da subito.
Inoltre, allenare i giovani significa anche educare. Il tecnico deve trasmettere valori come il rispetto, la collaborazione e la disciplina, oltre alle abilità con il pallone. La pazienza poi è una qualità fondamentale: ogni bambino cresce con tempi diversi, e forzare i risultati rischia di frenare lo sviluppo naturale.
Appreso tutto ciò, il giovane sarà poi in grado di esprimersi più liberamente ed imparare in maniera più semplice aspetti come tattica e mentalità vincente nel corso della sua crescita.










