Già noto per un lungo elenco di criticità urbanistiche e sociali che si susseguono da oltre mezzo secolo, il Rione De Gasperi di Ponticelli è nuovamente in balia dei disagi e del degrado, dopo che un semplice temporale ha nuovamente sommerso le sue strade. Nonostante un intervento dei tecnici di Napoli Servizi effettuato poco più di un mese fa per mitigare i problemi idrici e fognari, le piogge hanno riportato a galla i disagi: il tratto iniziale della strada principale che da via De Meis conduce al rione è completamente allagato, con acqua stagnante che invade carreggiate e marciapiedi.
I cittadini lamentano che basta un solo acquazzone per far cedere quanto costruito coi presunti “ripristini”. L’acqua accumulata rende impraticabile il transito pedonale e rende pericolosa la viabilità in un’area già segnata da cedimenti della strada e problemi strutturali. In più occasioni, segni evidenti di dissesto — crepe, avvallamenti, deformazioni dell’asfalto — hanno già fortemente rimarcato la persistenza di un’instabilità latente che le recenti piogge hanno riportato nuovamente a galla.
Tra i residenti in zona cresce la preoccupazione che la situazione possa non limitarsi a disagi quotidiani, ma mettere a rischio la stabilità degli edifici circostanti. C’è il timore che il terreno, saturo d’acqua, possa favorire cedimenti alle fondamenta o smottamenti sotto le pavimentazioni già compromesse.
Anche nel 2023 un’altra manutenzione era stata eseguita da Napoli Servizi proprio in risposta all’ennesimo allagamento nel rione De Gasperi, ma anche allora le condizioni tornarono a peggiorare poche ore dopo.
Negli anni scorsi, il Rione De Gasperi era stato inserito in un ambizioso piano di rigenerazione urbana che prevedeva la demolizione degli edifici fatiscenti e la realizzazione di nuovi alloggi destinati ai residenti, molti dei quali vivono da decenni in condizioni di estremo disagio. Il Comune di Napoli aveva dato il via alle procedure di assegnazione delle nuove abitazioni, primo passo verso la tanto attesa rinascita del quartiere.
Tuttavia, quel progetto oggi appare arenato: il piano di assegnazione è fermo, mentre gli edifici già sgomberati sono stati rioccupati abusivamente, vanificando gli sforzi di riqualificazione. In un contesto segnato da degrado, incuria e insicurezza strutturale, l’abbattimento degli immobili originari – costruiti nel secondo dopoguerra come soluzione temporanea per gli sfollati – sembra ormai l’unica via d’uscita reale per porre fine a una situazione divenuta insostenibile.
Eppure, mentre il tempo scorre e le promesse restano disattese, per gli abitanti del Rione De Gasperi la prospettiva di una vita dignitosa e decorosa si allontana sempre più, trasformandosi in un sogno utopistico che resiste solo nella speranza di chi, da troppi anni, chiede semplicemente di poter vivere in sicurezza e con dignità.










