I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli hanno scoperto e bloccato una spedizione illegale di 370 tonnellate di rifiuti diretti in Turchia, destinati formalmente a un’acciaieria di Izmir ma in realtà composti da materiali pericolosi e non trattati. Si tratta della prima operazione condotta in Italia dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto ambientale (D.L. 116/2025), che introduce pene più severe per il traffico transfrontaliero illecito di rifiuti.
Durante un’ispezione mirata alla verifica delle esportazioni di materiali ferrosi, i militari del NOE – con il supporto dell’Arpa Campania – hanno scoperto che il carico, proveniente da una società di Caivano (Napoli), conteneva un miscuglio di rifiuti solidi urbani e speciali, tra cui filtri olio, batterie esauste, componenti elettroniche, pneumatici, legno, plastica e parti di veicoli non bonificati.
La documentazione di accompagnamento attestava falsamente che si trattasse di “materie prime secondarie” (MPS), frutto di operazioni di recupero e trattamento mai realmente effettuate. Le verifiche successive presso lo stabilimento di origine hanno confermato l’irregolarità: altre 250 tonnellate di rifiuti speciali, già pronte per la spedizione in Turchia, sono state sequestrate, insieme a 4 automezzi utilizzati per il trasporto.
L’operazione si è conclusa con l’arresto del legale rappresentante della società, un 32enne di San Giuseppe Vesuviano, accusato di spedizione illegale di rifiuti pericolosi ai sensi degli articoli 259 e 259 bis del Testo Unico Ambientale. L’uomo, privo di precedenti specifici, è stato rimesso in libertà dopo la convalida dell’arresto da parte del GIP del Tribunale di Napoli Nord.










