La storia che arriva da Pollena Trocchia, piccolo centro alle falde del Vesuvio, è il ritratto amaro di una dipendenza che diventa ossessione, di un amore malato che si trasforma in prigionia. Una vicenda lunga vent’anni, fatta di minacce, violenze e silenzi, fino all’epilogo di questi giorni: un uomo di 54 anni ha dato fuoco alla casa della ex moglie e poi si è presentato ai Carabinieri, confessando tutto.
All’inizio era una famiglia come tante: marito, moglie e quattro figlie. Poi, a metà anni Duemila, la tossicodipendenza e il gioco d’azzardo hanno iniziato a corrodere i rapporti. Le prime mani alzate, gli insulti, le minacce. La quotidianità segnata da un copione che si ripeteva ogni giorno.
Il legame si spezza, ma non del tutto: si continua a vivere da separati in casa, tra rancori, sospetti e un clima sempre più carico di tensione.
La donna prova a rifarsi una vita, ma ogni tentativo di rinascita si scontra con l’ossessione dell’ex marito. Lui alterna promesse di cambiamento a esplosioni di collera: “Cambierò, saremo una famiglia felice. Ti vestirò d’oro come la Madonna”, le avrebbe detto più volte. Ma dietro quelle parole si nascondeva la minaccia: “le cose si fanno a tempo debito”.
Il 54enne ha messo in atto il suo piano. Ha incendiato l’abitazione, riducendo in cenere mobili, ricordi e oggetti di una vita. Per fortuna, in quel momento, nessuno era in casa. Nessuna vittima, almeno fisicamente. Solo muri anneriti e la disperazione di chi ha visto andare in fumo tutto: “Guarda che ha combinato… la mia casa, le mie cose”, ha detto la donna alla figlia davanti a ciò che restava.
Dopo il rogo, l’uomo si è consegnato spontaneamente ai Carabinieri di Cercola. Si è presentato con i vestiti impregnati di fumo e una carta d’identità bruciacchiata. Ma prima di costituirsi aveva aggredito un passante, convinto che avesse una relazione con l’ex moglie. Gli ha strappato il telefono di mano, lo ha chiuso in un cortile, cercando ossessivamente prove di un tradimento.
Ora si trova in carcere. Dovrà rispondere di maltrattamenti, incendio doloso, sequestro di persona e rapina. Sul tavolo del giudice, non solo le ultime 24 ore di violenza, ma anche vent’anni di vessazioni già denunciate dalla donna.











