Il 1° ottobre 1990, a soli 24 anni, il carabiniere Roberto Ticli perse tragicamente la vita a Porto Ceresio, un piccolo paese in provincia di Varese. Originario di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, Roberto si era trasferito con la giovane moglie e il figlio di un anno per prestare servizio presso la locale stazione dei Carabinieri. La sua carriera nell’Arma era appena iniziata, ma il suo destino fu segnato quella notte.
Durante un controllo di routine, Roberto fermò un individuo sospetto, un rapinatore ricercato in Svizzera. L’uomo, sorpreso, estrasse una pistola e sparò un colpo mortale al petto del giovane militare. Nonostante le gravi ferite, Roberto tentò di inseguire l’aggressore, ma si accasciò poco dopo, cedendo alle ferite. L’omicida, Milko Frattini, fu arrestato poco dopo mentre cercava di fuggire su un treno diretto a Varese e Milano.
Per il suo coraggio e sacrificio, Roberto Ticli fu insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare “Alla Memoria”. La sua morte lasciò un vuoto profondo nella comunità di Porto Ceresio e in tutta Italia, simbolo del sacrificio quotidiano delle forze dell’ordine.
Ogni anno, il 1° ottobre, la comunità di Porto Ceresio e le istituzioni commemorano il sacrificio di Roberto. Nel 2025, in occasione del 35° anniversario, è stata inaugurata un’incisione sul monumento ai Caduti, con la presenza delle autorità locali e dei familiari.
La memoria di Roberto Ticli vive nei cuori di chi lo ha conosciuto e in quelli di tutti coloro che riconoscono il valore del suo sacrificio. La sua storia è un monito del coraggio e della dedizione di chi, ogni giorno, mette la propria vita al servizio della comunità.










