Emanuele Ragnedda è al centro di una vicenda drammatica che ha scosso la Sardegna e l’Italia: indagato per il femminicidio di Cinzia Pinna, del quale ha confessato la responsabilità, è anche una figura nota nel mondo del vino di lusso. Ecco un profilo il più dettagliato possibile basato su quanto emerge finora.
Ragnedda ha 41 anni ed è originario di Arzachena, in Gallura. la Repubblica+3ANSA.it+3Sky TG24+ È figlio di Mario Ragnedda, uno dei fondatori della storica cantina Capichera, e nipote di Sebastiano(?) (o Francesco, a seconda delle fonti), componente della famiglia che ha contribuito a costruire la reputazione del vino in Gallura. La Cantina Capichera è un nome importante nell’enologia sarda; nel passato recente è stata venduta.
Dopo aver acquisito esperienza lavorando nell’azienda di famiglia, Ragnedda ha fondato un suo progetto autonomo: l’azienda agricola ConcaEntosa (Valle Ventosa), situata fra Arzachena e Palau. Nel 2016 ha bonificato terreni incolti, caratterizzati da granito e macchia mediterranea, per impiantare vigne e avviare una produzione selezionata, con l’obiettivo di elevata qualità e produzione limitata.
Uno dei prodotti più noti da lui lanciati è il Vermentino “Disco Volante” IGT 2021: pochi ettari, numero ristretto di bottiglie (circa 1.000 secondo le fonti) e un prezzo per bottiglia che ha sfiorato i 1.400‑1.800 euro. Questo vino è finito al centro dell’attenzione non solo per il suo costo, ma anche per la sua esclusività.
Chi scrive su Ragnedda lo descrive come persona sicura di sé, audace, con un forte senso di auto‑valorizzazione del proprio prodotto e del proprio lavoro. In molte interviste, relativamente al prezzo elevato del suo “Disco Volante”, ha risposto che il vino deve essere giudicato alla stregua dei migliori vini francesi, che il territorio sardo ha storia e valore, che la rarità e la cura giustificano cifre molto alte. È spesso associato ad ambienti di lusso, frequentazioni estive, locali della Costa Smeralda, un profilo che lo lega sia al mondo del vino d’elite sia al turismo di prestigio.
Cinzia Pinna, 33 anni di Castelsardo, è scomparsa nella notte tra l’11 e il 12 settembre 2025 da Palau, in Gallura. E’ stata vista per l’ultima volta in un locale di Palau, in compagnia di Ragnedda e di un giovane milanese di 26 anni. L’imprenditore vinicolo è stato bloccato dai carabinieri, in collaborazione con la Guardia costiera, mentre tentava di allontanarsi in barca. È sotto interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Palau. Sono in corso accertamenti tecnici irripetibili nel casolare di sua proprietà nelle campagne di Palau/Arzachena, da parte del RIS di Cagliari.
Un uomo di 26 anni, milanese, è indagato per occultamento di cadavere. In corso altri accertamenti: sequestri di telefoni cellulari, analisi di un’arma da fuoco, ricerche di tracce biologiche, rilievi nel casale.
Nonostante la confessione, restano da chiarire molti elementi: il movente preciso, le esatte modalità dell’omicidio, la tempistica precisa della sparizione della vittima, chi altro ha avuto ruoli eventualmente attivi nella vicenda. Le indagini scientifiche – telefonini, arma, tracce nel casolare – saranno determinanti per confermare le responsabilità e comprendere il contesto umano e penale.









