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Ponticelli, la denuncia dal Rione De Gasperi: “Siamo ostaggi della camorra e ignorati dallo Stato”

Luciana Esposito di Luciana Esposito
17 Dicembre, 2025
in Cronaca, In evidenza
0
Ponticelli, la denuncia dal Rione De Gasperi: “Siamo ostaggi della camorra e ignorati dallo Stato”
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Nel cuore del quartiere Ponticelli, a Napoli, c’è un rione che da anni vive in balia della criminalità e nell’indifferenza delle istituzioni: il Rione De Gasperi. Esplosioni, sparatorie, racket, occupazioni abusive e paura quotidiana scandiscono la vita di centinaia di famiglie oneste, costrette a convivere con un clima di violenza e sopraffazione.

A raccontarlo, con lucidità e disperazione, all’indomani dell’ennesima notte concitata, segnata dal boato delle bombe della camorra, è un cittadino esasperato che ha deciso di rompere il silenzio scrivendo una lunga lettera, denuncia accorata di chi non vuole arrendersi alla criminalità e chiede allo Stato di tornare a farsi vedere.

Di seguito, pubblichiamo integralmente le sue parole:

Ciao, 
a scrivere è un’abitante del Rione De Gasperi di Ponticelli, dove la scorsa notte si è consumato l’ennesimo raid camorristico. Due ordigni sono esplosi sotto un balcone, e non hanno colpito solo il loro obiettivo: hanno colpito tutti noi, gente onesta che ogni mattina si alza per andare a lavorare, accompagna i figli a scuola, esce per fare la spesa. 

Non siamo come loro che si barricano in casa e fanno sceneggiate quotidiane che mettono a repentaglio le vite degli innocenti. 

Siamo stanchi di vedere gruppi di motociclisti girare indisturbati nel rione, a ogni ora del giorno e della notte, in un quartiere abbandonato a sé stesso. 
Siamo stanchi di uscire di casa e ritrovarci davanti a gente che spara dai balconi, come nei film d’azione, senza mai assistere a un intervento concreto delle forze dell’ordine. 
Siamo stanchi di dover preparare camomille nel cuore della notte perché una bomba carta ha fatto tremare la casa. 
Siamo stanchi di subire l’arroganza di gruppi che si impongono come padroni, restando al sicuro nelle loro abitazioni e costringendo i rivali ad agire tra le case di innocenti. 
Siamo stanchi delle sirene notturne, delle auto incendiate, e del silenzio mediatico del giorno dopo. Quanto dovremo aspettare ancora? Quando interverrete, dopo l’ennesima vittima innocente? 

Dove sono i politici, i magistrati, i giudici? 
Tanti lottano per una Napoli più pulita, si espongono sui social contro i parcheggiatori e gli occupanti abusivi, ma nessuno dedica attenzione al Rione De Gasperi, totalmente in balia dei malavitosi. 
Negli ultimi mesi ci sono state tre sparatorie. Nessuna pattuglia. La notizia è arrivata alla giornalista grazie alle segnalazioni degli abitanti onesti, perché lei è la nostra ultima speranza. Ma di controlli, nemmeno l’ombra. 

La polizia viene solo per passerelle, pur sapendo dove sono le piazze di spaccio.  
Tutti conoscono l’Isolato 3, dove opera una delle piazze di droga più attive della zona orientale, gestita da un noto broker della camorra di Ponticelli. 
Se solo si effettuasse una vera perquisizione, si troverebbero armi, soldi, droga, e forse anche di più. C’è gente costretta a nascondere droga in casa, minacciata per pochi spiccioli al mese. Le case dei signori della droga sono presidiate da decine di telecamere: controllano il territorio meglio del commissariato. 

Eppure, ci sono collaboratori di giustizia che hanno descritto minuziosamente chi gestisce questo sistema criminale. Ma loro sono ancora qui, liberi, di andare in giro con spavalderia per il rione a urlare nel rione: “’O rion è o mì, cà dint’ cumann’ je” (Il rione è mio, qua dentro comando io). Noi, invece, povera gente, dobbiamo subire tutto questo ogni giorno. 

Fino a pochi mesi fa, “i pazzignani” riuscivano a controllare l’impresa di pulizie delle scale, chiedendo 10 euro a settimana “perché dobbiamo mantenere i carcerati”. 

E allora, chi ha un marito disoccupato o invalido, dovrebbe sentirsi autorizzato a fare lo stesso? 

Vediamo poliziotti chiacchierare amabilmente con i capi piazza. Abbiamo paura anche di denunciare: chi lo ha fatto, è stato minacciato di morte. A un abitante del rione, dopo una segnalazione, hanno bucato le ruote dell’auto e gli hanno detto: “Sì ‘nu muort’ ca cammina” – “Fiett’ ‘e muort’” (Sei un morto che cammina – Puzzi di morte) ed è dovuto scappare via dal quartiere. 

Ogni tre giorni, senza preavviso, viene chiusa l’acqua. Viviamo tra tubi marci, infiltrazioni e abusivismo dilagante: stanze costruite fuori dai balconi, cucine abusive, box ricavati da spazi comuni e affittati a 30 euro al mese. 

Ogni sera si sparano fuochi d’artificio a mezzanotte o le serenate notturne che celebrano “il pezzo da 90” appena uscito di galera. Pezzi da novanta? No, da 90 centesimi. 

Se non ci fosse Luigi, il custode – per tutti “Giggino” – non riceveremmo nemmeno le bollette, che già arrivano in ritardo e siamo costretti a pagare con mora. 

E ancora, i signori della droga, occupano palazzi interi, appropriandosi delle case senza alcun diritto. Basterebbe fare un controllo nelle case dei “pazzignani”: quella di “Giovannone” – Giovanni De Stefano – di sua sorella Enza detta Enzina che addirittura ha unito due appartamenti. Si sono appropriati anche della casa di Pasqualotto.  

Stesso copione nell’isolato tre dove “la ceccia” fa quello che vuole e nell’isolato due, dove il figlio del nippolo fa lo stesso. 

Interi palazzi occupati abusivamente dai malavitosi: e noi? Zitti, muti, con la paura in gola. 

Nel rione circolano cani di grossa taglia senza guinzaglio. Abbiamo fatto decine di segnalazioni all’ASL, ma nessuno interviene. 
Siamo invisibili per le istituzioni. 

Ho deciso di scrivere questa lettera per lanciare un appello a chi ha ancora un’anima e un briciolo di coscienza. 
Chiedo solo una vita dignitosa, un intervento vero, non passerelle.  

A chi ha il potere di firmare, autorizzare, decidere: non lasciateci soli. 

Il Rione De Gasperi e i suoi abitanti non meritano di essere dimenticati. 

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