La fotografia dell’edilizia scolastica in Campania restituita dall’ultimo report “Ecosistema Scuola” di Legambiente è seria e preoccupante: solo poco più di un edificio su dieci dispone del certificato di agibilità, un requisito fondamentale per la sicurezza degli studenti e per la effettiva utilizzabilità delle strutture scolastiche.
I numeri che raccontano un’emergenza
- Su un campione di circa 470 edifici scolastici dei capoluoghi di provincia, solo l’11% ha il certificato di agibilità, mentre solo il 12% possiede il certificato di collaudo statico.
- Più della metà degli edifici scolastici (64‑62%) ha la certificazione di prevenzione incendi, dato migliore ma che non compensa le lacune strutturali evidenti.
- Il 71% degli edifici scolastici necessita di interventi urgenti di manutenzione.
- Per quanto riguarda il rischio sismico: su 470 edifici scolastici in zone sismiche 1 o 2, solo 71 strutture (circa il 15‑16%) sono progettate o adeguate alla normativa antisismica vigente.
Quali sono i problemi
Questi dati mettono in luce diverse criticità strutturali:
- Mancanza di certificazioni essenziali
Il certificato di agibilità e il collaudo statico non sono semplicemente formalità burocratiche: garantiscono che la scuola sia utilizzabile in sicurezza, dal punto di vista statico e strutturale. Un’edilizia scolastica priva di queste garanzie espone direttamente studenti, insegnanti e personale scolastico a potenziali rischi. - Emergenza sismica
La Campania è una regione particolarmente vulnerabile ai terremoti. La scarsa adeguatezza antisismica (solo ~15‑16% degli edifici in aree sismiche sono conformi), unita alla situazione di agibilità carente, rende la sicurezza delle scuole un tema di urgenza. - Manutenzione trascurata
Il fatto che oltre il 70% delle scuole necessiti di interventi urgenti, insieme a scarsa attenzione ai solai, impianti, efficienza energetica e altri servizi, evidenzia una manutenzione ordinaria e straordinaria gravemente sottodimensionata. - Disuguaglianze territoriali
Nei report emerge che in molti comuni capoluogo (tra cui Napoli, Avellino, Benevento, etc.) la situazione è critica; in alcune aree il dato è peggiore, in altre leggermente migliore, ma il trend generale è negativo.
Condizioni migliori? Servono investimenti veri
Alcuni elementi sono meno negativi:
- Prevenzione incendi: molte scuole hanno almeno questa certificazione.
- Barriere architettoniche: in buona parte delle strutture presenti, sono stati fatti passi avanti.
Tuttavia, la presenza di certificazioni da sole non basta se non sono seguiti interventi concreti, lavori di adeguamento, manutenzione preventiva, investimento in sicurezza strutturale e nella sostenibilità.
Quali sono le origini del problema
Dalle analisi emergono diverse cause:
- Ritardi burocratici: tempi per rilascio certificazioni, processi edili, procedure comunali etc.
- Mancanza di risorse adeguate: finanziamenti insufficienti, difficoltà nel reperire fondi per l’edilizia scolastica (anche se il PNRR ha previsto interventi, l’impatto reale è spesso modesto).
- Prioritizzazione bassa: molte amministrazioni denunciano che ci sono altre emergenze da affrontare, ma questo non può giustificare il ritardo sulla sicurezza scolastica.
Chiamata all’azione
Alla luce dei dati, Legambiente invita con forza:
- Regione, Comuni e Ministero a sbloccare risorse e procedure per rendere le scuole sicure, agibili e adeguate alle norme antisismiche.
- Controlli e certificazioni devono diventare obbligatori e trasparenti, con monitoraggio pubblico sui tempi e sullo stato reale.
- Piani di manutenzione strutturale robusti, inclusi quelli per solai, coperture, servizi di base.
- Efficienza energetica e sostenibilità non solo come valore aggiunto, ma come parte integrante del piano delle infrastrutture scolastiche.
Il quadro fotografato da Legambiente disegna una Campania in forte ritardo rispetto a ciò che dovrebbe essere considerato un minimo sindacale: che ogni scuola sia sicura, utilizzabile e rispettosa dei diritti di chi la frequenta. Solo quando l’edilizia scolastica sarà garantita nelle sue strutture essenziali, si potrà parlare di diritto allo studio pienamente esercitato.











