Carlo Acutis nacque a Londra il 3 maggio 1991, da genitori italiani, e pochi mesi dopo si trasferì con la famiglia a Milano. Fin da piccolo dimostrò una spiccata intelligenza e una sensibilità fuori dal comune. Amava gli animali, i videogiochi e l’informatica, ma allo stesso tempo sviluppò un rapporto profondo con la fede cattolica.
Si distingueva per la naturalezza con cui pregava e partecipava alla vita parrocchiale: sin dall’infanzia frequentò la Messa quotidiana e il Rosario, considerandoli come “un appuntamento con Gesù, il mio amico”.
Opere e impegno spirituale
Carlo utilizzò le sue competenze informatiche per diffondere il Vangelo. Il suo progetto più noto fu una mostra multimediale sui miracoli eucaristici nel mondo, realizzata quando aveva appena 14 anni e oggi tradotta in diverse lingue ed esposta in oltre 100 Paesi.
Amava ripetere che “l’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo”, sottolineando l’importanza della comunione quotidiana come centro della vita cristiana. La sua fede non era astratta: aiutava i compagni più deboli, si impegnava per i senzatetto e condivideva le sue risorse con i bisognosi.
La malattia e la morte
Nell’ottobre 2006, improvvisamente, Carlo si ammalò di una leucemia fulminante. Ricoverato a Monza, affrontò la sofferenza con straordinaria serenità, offrendo le sue pene “per il Papa e per la Chiesa”. Morì il 12 ottobre 2006, a soli 15 anni.
Fu sepolto nel Santuario della Spogliazione ad Assisi, città che amava particolarmente per la figura di San Francesco. La sua tomba è divenuta meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.
Beatificazione e canonizzazione
Nel 2013 fu avviata la causa di beatificazione.
Nel 2018 Papa Francesco lo proclamò Venerabile, riconoscendo le sue virtù eroiche.
Nel 2020, dopo il riconoscimento di un miracolo avvenuto in Brasile (la guarigione di un bambino affetto da una grave malformazione pancreatica), Carlo venne beatificato ad Assisi.
Nel 2025, con il riconoscimento di un secondo miracolo – la guarigione inspiegabile di una giovane donna gravemente malata – Papa Francesco ha decretato la sua canonizzazione, rendendolo santo della Chiesa universale.
Carlo è considerato un modello per i giovani e per il mondo digitale. Il suo modo di vivere la fede, coniugando modernità e spiritualità, gli ha fatto guadagnare l’appellativo di “influencer di Dio”.
Il suo messaggio principale era semplice ma rivoluzionario: “Tutti nascono originali, ma molti muoiono fotocopie”.
Un invito a vivere la propria vita in autenticità e in relazione con Dio, senza uniformarsi alla mediocrità.











