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3 settembre 1982: la camorra uccide il maresciallo Andrea Mormile

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
3 Settembre, 2025
in Cronaca
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3 settembre 1982: la camorra uccide il maresciallo Andrea Mormile
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Il 3 settembre 1982 un agguato mafioso spense la vita del giovane poliziotto napoletano. Oggi la sua memoria è un simbolo di legalità e coraggio civile.

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Si chiamava Andrea Mormile, aveva solo 31 anni, una moglie e tre figli piccoli. Era maresciallo della Squadra Mobile della Questura di Napoli e da anni combatteva in prima linea contro la criminalità organizzata. Il 3 settembre 1982, davanti a un bar di Frattaminore, venne assassinato in un agguato della camorra: prima ferito con un mitra, poi finito con quattro colpi di pistola alla testa da un secondo killer. Una dinamica feroce, che segnò profondamente la città.

A decretarne la morte fu Giorgio Puca, boss emergente legato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Mormile era considerato un ostacolo, un “presidio di legalità” troppo scomodo per chi voleva imporre il proprio potere sul territorio. In quell’agguato rimasero feriti anche un amico del maresciallo e una donna di 66 anni che si trovava di passaggio.

Andrea Mormile non era un investigatore qualsiasi. Con il suo lavoro quotidiano aveva guadagnato la stima di colleghi e cittadini, ma anche l’odio dei clan. Per questo, ancora oggi, il suo nome è ricordato come simbolo di integrità e coraggio.

A Orta di Atella, suo paese d’origine, una strada porta il suo nome. In piazza principale sorge un monumento a lui dedicato e nel cimitero locale una tomba monumentale custodisce la sua memoria. La sua storia è stata raccontata nel libro Come nuvole nere di Raffaele Sardo e nel Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia.

Il sacrificio di Mormile ha varcato i confini nazionali anche grazie a Patrick Zachmann, celebre fotografo della Magnum Photos. I due si erano conosciuti a Napoli pochi mesi prima dell’agguato e avevano stretto un legame di amicizia. La sua morte sconvolse Zachmann, che decise di dedicargli un intero reportage fotografico, poi confluito nel libro Madonna! e nel documentario Un pezzo di papà, realizzato anni dopo incontrando nuovamente la famiglia del maresciallo

A oltre quarant’anni da quel delitto, la vicenda di Andrea Mormile non appartiene solo alla cronaca nera, ma alla coscienza civile di un Paese che ancora fa i conti con la violenza delle mafie. La sua storia ricorda che la camorra non teme solo le operazioni di polizia, ma anche l’esempio di uomini e donne che difendono lo Stato senza compromessi.

Andrea Mormile è oggi un simbolo della lotta alla camorra: un poliziotto che scelse la via più difficile, quella della dignità, pagando con la vita il rifiuto di piegarsi al potere criminale.

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