La crisi umanitaria nella Striscia di Gaza assume contorni sempre più drammatici. Nelle ultime 24 ore il Ministero della Salute locale ha confermato dieci decessi dovuti a fame e malnutrizione, tra cui due bambini. Un bilancio che aggiorna il già pesantissimo conteggio delle vittime indirette del conflitto in corso.
Fame come arma di guerra
Da settimane le organizzazioni internazionali denunciano la scarsità di cibo, acqua potabile e farmaci, aggravata dalle continue interruzioni degli aiuti umanitari. Interi quartieri sono isolati e le famiglie sopravvivono con razioni minime. Secondo le Nazioni Unite, oltre la metà della popolazione di Gaza è a rischio immediato di carestia, mentre i bambini sono i più esposti.
Appelli dall’ONU e dalle Ong
Il segretario generale delle Nazioni Unite ha ribadito che “la fame non può diventare un’arma di guerra”, sollecitando corridoi umanitari sicuri e immediati. Diverse Ong operanti sul campo parlano di “situazione fuori controllo” e riferiscono che negli ospedali pediatrici arrivano quotidianamente piccoli pazienti con segni evidenti di denutrizione avanzata.
Difficoltà per gli aiuti
Le operazioni di distribuzione degli aiuti restano ostacolate dai combattimenti in corso e dalle restrizioni imposte ai valichi. L’ingresso di convogli alimentari è irregolare e insufficiente rispetto ai bisogni di una popolazione stimata in oltre due milioni di persone.
Un’emergenza che divide la comunità internazionale
Sul piano diplomatico, cresce la pressione su Israele affinché garantisca passaggi sicuri agli aiuti e venga posto un freno alle operazioni militari. Al contempo, i governi occidentali cercano una mediazione che consenta l’accesso alle aree più colpite, mentre l’Egitto ha annunciato di voler rafforzare i corridoi dal Sinai.
Una tragedia silenziosa
Le vittime di queste ore non cadono sotto i bombardamenti, ma muoiono di fame e sete in una delle zone più densamente popolate al mondo. Una tragedia che, per molti osservatori, rappresenta il volto più devastante e dimenticato del conflitto: la sofferenza quotidiana di civili, soprattutto bambini, che rischiano di pagare il prezzo più alto di una guerra senza tregua.











