Il caso Phica.eu scuote la politica e non solo. Nel forum online, una sorta di grande archivio virtuale nato nel 2005 e frequentato da oltre 200 mila iscritti, compaiono infatti migliaia di fotografie rubate dai profili social di donne comuni e di personaggi noti. Un contenitore a tinte sessiste e pornografiche, dove le immagini vengono spesso manipolate e accompagnate da commenti volgari.
Nella cosiddetta “sezione vip” sono finite anche figure istituzionali di primo piano: dalla premier Giorgia Meloni – immortalata in scatti privati diffusi senza consenso – alla sorella Arianna, fino alla segretaria del Pd Elly Schlein. Tra i volti politici inseriti spuntano inoltre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini (Noi Moderati), Maria Elena Boschi (Italia Viva), Chiara Appendino (M5S), oltre alle ministre Anna Maria Bernini e Daniela Santanché. Accanto a loro, celebrità del mondo dello spettacolo come Chiara Ferragni, Paola Cortellesi e Mara Venier.
A far scoppiare il caso è stata Valeria Campagna, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Latina e vicesegretaria dem del Lazio. La giovane esponente politica ha scoperto di essere finita sul portale contro la propria volontà: non solo foto in costume, come uno scatto in bikini durante una gita in barca, ma anche immagini legate alla sua attività pubblica.
«Oggi sono schifata, arrabbiata, delusa – ha dichiarato – ma non posso tacere. Questa vicenda non riguarda solo me, ma tutte le donne: il nostro diritto a essere libere, rispettate, a vivere senza paura».
Dopo le segnalazioni, la polizia postale ha aperto un’inchiesta per far luce sulla piattaforma e sulle responsabilità dei gestori. Il caso ricorda da vicino quello del gruppo Facebook “Mia moglie”, chiuso dopo le polemiche per la diffusione di immagini intime sottratte a insaputa delle protagoniste.
Il dibattito si riaccende dunque su privacy, consenso e tutela delle donne nello spazio digitale. Un fenomeno che, al di là dei confini del web, rischia di trasformarsi in una violenza subdola e quotidiana.











