Piazza Garibaldi e le strade che la circondano restano un osservatorio privilegiato per comprendere il cuore di due emergenze che da anni attraversano Napoli: contraffazione e sicurezza alimentare. Nelle ultime ore i Carabinieri della compagnia Stella, insieme a personale dell’ASL, hanno intensificato i controlli nell’area, colpendo sia le attività commerciali legali che quelle sommerse.
Il bilancio parla chiaro. Un 19enne è stato denunciato per contraffazione dopo essere stato sorpreso con 200 capi di abbigliamento contraffatti, pronti per essere immessi sul mercato. Sul fronte alimentare, invece, non mancano irregolarità preoccupanti: sospeso uno chalet in corso Garibaldi per gravi carenze igienico-sanitarie; sanzionata una pizzeria con una multa da 1.000 euro per svariate violazioni; in un panificio vicino alla stazione sequestrati 25 chili di prodotti non conformi e rilevate ulteriori carenze igieniche.
A completare il quadro, i militari hanno denunciato una persona per evasione e un’altra per guida senza patente. Otto i veicoli sequestrati per violazioni al codice della strada.
Questa operazione si inserisce in un lavoro più ampio che da mesi vede l’Arma concentrarsi sull’area di piazza Garibaldi, considerata hub principale della distribuzione del falso in città. Da inizio anno, i Carabinieri hanno sequestrato migliaia di articoli contraffatti: capi di abbigliamento, borse, scarpe, costumi da bagno, occhiali da sole, fino al merchandising sportivo e musicale.
Il 10 agosto scorso, un altro blitz aveva messo in luce la vastità del fenomeno: oltre 2.700 capi d’abbigliamento e 600 paia di scarpe falsificate, insieme a maglie e gadget del Napoli Calcio e a prodotti legati a cantanti e influencer. Non solo vendita al dettaglio, ma anche la scoperta di laboratori clandestini con stampanti, clichè e persino finti certificati di idoneità.
La contraffazione non si ferma alle vetrine o alle bancarelle improvvisate. Spesso ha il volto dei venditori ambulanti, molti provenienti dal Bangladesh, dallo Sri Lanka e dall’Africa, che percorrono chilometri sulle spiagge sotto il sole cocente per pochi euro. Un caporalato silenzioso che lega sfruttamento, evasione fiscale e criminalità.
Secondo l’Eurispes, il mercato globale del falso ha superato nel 2021 i 460 miliardi di dollari. Giocattoli, calzature e abbigliamento sono tra i settori più colpiti, con conseguenze che vanno oltre la concorrenza sleale: rischi per la salute dei consumatori e un colossale drenaggio di risorse dallo Stato all’economia sommersa.
Le attività dei Carabinieri dimostrano la volontà di colpire il fenomeno “a monte”, prima che i prodotti arrivino nei luoghi di consumo. Ma la sfida è complessa: contraffazione e scarsa sicurezza alimentare non sono episodi isolati, bensì manifestazioni di un sistema parallelo che intreccia illegalità, sfruttamento e spesso interessi criminali.










