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Arrestato a Secondigliano 37enne di Sant’Anastasia ricercato da 195 giorni

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
27 Agosto, 2025
in Cronaca
0
Barra: Controlli dei Carabinieri, 2 arresti e 3 denunce
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Una fuga da film d’azione, finita con le manette ai polsi. È la storia di Felice Gammella, 37enne di Sant’Anastasia, catturato dai Carabinieri dopo quasi 200 giorni di latitanza.

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Il conteggio si è fermato a 195. Tanto è durato il periodo in cui Gammella è riuscito a sottrarsi alla giustizia, dopo aver violato agli inizi dell’anno la misura della detenzione domiciliare. Su di lui pendevano due ordinanze emesse dalle procure di Salerno e Nola, con accuse pesanti: estorsione aggravata e danneggiamento, reati commessi nel 2023.

Per mesi le notifiche non avevano trovato destinatario. Oggi, però, i Carabinieri della stazione di Sant’Anastasia, con la collaborazione dei colleghi di Secondigliano, hanno stretto il cerchio.

Il 37enne si nascondeva in un’abitazione di una conoscente, nel cuore di Secondigliano. Quando i militari hanno circondato lo stabile, Gammella ha tentato una via di fuga spettacolare: piuttosto che arrendersi, ha imboccato i tetti, saltando da un solaio all’altro in una sorta di improvvisato parkour urbano.

Una corsa disperata e pericolosa durata pochi minuti, con i Carabinieri che lo attendevano in ogni direzione. Alla fine, nonostante l’agilità e il tentativo di mimetizzarsi tra le palazzine, è stato catturato.

Trasferito in caserma, per Gammella si sono spalancate le porte del carcere, dove dovrà scontare le misure pendenti e rispondere dei reati contestati.

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Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

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