Un’evasione fulminea, avvenuta in pieno giorno, e una cattura altrettanto rapida grazie alla prontezza e al coordinamento delle forze dell’ordine.
È quanto accaduto sabato 26 luglio ad Avellino, dove un giovane detenuto tunisino è riuscito a fuggire dalla Casa Circondariale di Bellizzi Irpino, prima di essere rintracciato e arrestato poche ore dopo.
Erano circa le 13 quando Yassine Mohamed Sassi, 20 anni, originario della Tunisia, ha scavalcato senza alcun aiuto apparente il muro di cinta del carcere mentre si trovava nel cortile durante l’ora d’aria. Il giovane era detenuto dal 21 maggio scorso dopo essere stato arrestato a Sant’Andrea di Conza. L’evasione è avvenuta in modo spettacolare e pericolosamente semplice, secondo quanto riferito dagli agenti: «Come un gatto, a mani nude, senza lenzuola né attrezzi».
L’immediata caccia all’uomoScattato l’allarme, si è subito attivata una vasta operazione di ricerca coordinata dalla Polizia Penitenziaria, con il supporto della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Le ricerche si sono concentrate nelle zone circostanti il carcere, tra cui la stazione dei bus e viale Italia, fino a Piazzale San Ciro, dove il detenuto è stato individuato e fermato.
La cattura è avvenuta senza incidenti, grazie al sangue freddo degli operatori coinvolti. Il detenuto è stato ricondotto nella struttura penitenziaria, dove ora si trova sotto stretta sorveglianza.
L’episodio ha sollevato ancora una volta forti polemiche sullo stato delle carceri italiane, in particolare su quello di Bellizzi Irpino, già al centro di segnalazioni per sovraffollamento, carenza di personale e scarsa sicurezza.
I rappresentanti sindacali della Polizia Penitenziaria, tra cui Giuseppe Moretti, Ciro Auricchio (USPP) e Donato Capece (Sappe), hanno denunciato che si tratta della quinta evasione in meno di due anni dalla stessa struttura, definita “allo stremo”. In Campania, mancherebbero oltre 800 agenti, e molte sezioni carcerarie risultano scoperte o non conformi alle circolari ministeriali.
Capece ha parlato di “un carcere in stato comatoso”, richiedendo interventi urgenti: «È inaccettabile che un detenuto riesca ad evadere con tale facilità. È ora che il Ministero affronti seriamente la crisi del sistema penitenziario campano».











