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Mistero sulla morte del 35enne dj napoletano a Ibiza

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
22 Luglio, 2025
in Cronaca, In evidenza
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Ibiza, morto a 35 anni il dj napoletano Michele Noschese
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È morto a soli 35 anni Michele Noschese, conosciuto nel panorama della musica elettronica come DJ Godzi. La sua vita si è spezzata improvvisamente nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 luglio, sull’isola di Ibiza, dove viveva da anni e dove aveva costruito una brillante carriera artistica. Le circostanze del decesso restano ancora poco chiare, e la famiglia denuncia un possibile caso di omicidio.

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Originario di Napoli, Michele Noschese era figlio di un noto medico, il dottor Giuseppe Noschese. Dopo una promettente carriera calcistica – che lo aveva portato fino alla Serie A svizzera – aveva deciso di seguire la sua vera passione: la musica. Conosciuto come DJ Godzi, si era affermato in tutta Europa esibendosi in locali di prestigio a Londra, Parigi, Barcellona, New York e, soprattutto, a Ibiza, la patria della musica elettronica.

Appassionato, brillante e amato da colleghi e fan, Godzi era noto per le sue produzioni techno e per la capacità di trasformare ogni esibizione in un evento unico.

Secondo quanto ricostruito finora, DJ Godzi si trovava nella sua abitazione a Ibiza durante una festa privata. Intorno alle 3 del mattino, i vicini – disturbati dal volume alto della musica – avrebbero allertato le forze dell’ordine. La Guardia Civil è intervenuta, ma da quel momento la ricostruzione dei fatti si fa confusa.

Alcuni testimoni riferiscono che Michele sarebbe stato aggredito dagli agenti. Il suo corpo, privo di vita, è stato trasportato direttamente all’obitorio senza passare per l’ospedale. Nessuna informazione ufficiale è ancora stata rilasciata sull’esatto momento e sulle cause della morte.

A rendere ancora più grave la situazione sono le parole del padre, Giuseppe Noschese, che ha presentato un esposto alla magistratura sostenendo l’ipotesi di omicidio volontario. “Vogliamo giustizia, vogliamo sapere cos’è successo davvero quella notte”, ha dichiarato. Secondo lui, la versione ufficiale fornita finora non è credibile, e non esclude responsabilità gravi da parte delle autorità spagnole.

Il corpo di Michele sarà sottoposto ad autopsia e a una seconda perizia indipendente, richiesta dalla famiglia. Anche la Farnesina e l’Ambasciata italiana stanno seguendo il caso da vicino.

Un’altra giovane vita spezzata, un altro caso che chiede verità e giustizia. Michele Noschese, 35 anni, noto nel panorama musicale come DJ Godzi, è morto nella notte tra il 18 e il 19 luglio nella sua abitazione a Ibiza, dove si era trasferito da circa dieci anni per coltivare la sua passione per la musica elettronica. La dinamica della sua morte resta avvolta nel mistero, ma l’ipotesi che prende sempre più corpo – anche grazie alle testimonianze di amici e alle parole del padre – è quella di un violento pestaggio da parte della Guardia Civil.

Michele stava organizzando una festa nella sua casa di Ibiza. Come tante altre notti, la musica faceva da padrona. Qualcuno dei vicini, disturbato dal volume, ha chiamato la polizia. Secondo le testimonianze, una volta giunti sul posto, gli agenti della Guardia Civil avrebbero agito con estrema violenza. “Tre pugni, due al volto e uno alla nuca. Michele è stato massacrato”, ha dichiarato il padre, Giuseppe Noschese, primario in pensione, appena rientrato da Ibiza, dove ha potuto vedere il corpo del figlio prima dell’autopsia.

A rendere ancora più inquietante il quadro è il fatto che Michele sarebbe stato portato direttamente all’obitorio, senza alcun passaggio in ospedale. Un comportamento che solleva molti interrogativi.

Le autorità spagnole, almeno per ora, parlano di arresto cardiaco. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il DJ avrebbe assunto alcol e sostanze stupefacenti, e la morte sarebbe sopraggiunta al termine della serata.

Ma questa versione non convince la famiglia né gli amici presenti quella sera. “Era in ottima forma. Non aveva problemi di salute. È impossibile che sia morto all’improvviso per un arresto cardiaco, soprattutto in quelle circostanze”, ribadisce il padre.

Un testimone avrebbe riferito che Michele è stato malmenato in casa e poi condotto via, mentre altri giovani ospiti venivano allontanati o fermati.

Originario di Napoli, Michele Noschese era molto conosciuto negli ambienti della nightlife tra l’Italia e le Baleari. Sempre sorridente, con il suo stile originale e la passione per la musica techno e house, era riuscito a farsi apprezzare in molte serate internazionali. Ibiza era diventata la sua seconda casa. Ma proprio lì, in quel luogo che rappresentava il sogno, ha trovato la morte.


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