È stato un incendio al quarto piano di una palazzina in via Ferrara a far scattare l’allarme: le fiamme avvolgevano la porta d’ingresso di un’abitazione, minacciando l’intero stabile. Solo per un caso fortuito la donna che vive nell’appartamento era assente in quel momento. Una tragedia sfiorata, ma che racconta una storia di persecuzioni e violenza durata mesi.
I carabinieri della stazione e della sezione radiomobile di Casoria, allertati dal 112, sono intervenuti in pochi minuti riuscendo a contenere il rogo e a evitare che si propagasse oltre. Subito dopo hanno raccolto la denuncia della donna, ex compagna dell’uomo che, secondo le prime ricostruzioni investigative, avrebbe appiccato l’incendio.
Quella porta in fiamme è solo l’epilogo di una lunga escalation fatta di minacce, aggressioni, persecuzioni. La vittima ha raccontato ai militari che l’uomo, un 42enne del posto, l’aveva già aggredita in passato, più volte. A gennaio avrebbe sfogato la propria rabbia colpendo a pugni la porta dell’appartamento e danneggiando i citofoni con dell’acido, semplicemente perché lei non rispondeva al telefono.
Nonostante tutto, la donna non aveva mai sporto denuncia. Ogni atto violento era seguito dalle scuse e dai tentativi di riconciliazione, puntualmente accolti. “Pensavo sarebbe cambiato”, ha detto ai carabinieri, come accade a molte vittime che si trovano sole ad affrontare una relazione tossica.
La lista degli episodi inquietanti è lunga: fari dell’auto rotti a calci, minacce di morte via SMS, telefonate ossessive, schiaffi, insulti. Fino all’incendio, un gesto estremo che poteva trasformarsi in omicidio.
Grazie alle immagini di sorveglianza acquisite in zona e alla testimonianza della donna, i militari dell’Arma sono riusciti a identificare il responsabile. Il 42enne è stato arrestato poche ore dopo e ora si trova in carcere.
Dovrà rispondere di atti persecutori e incendio doloso, reati aggravati dal contesto di violenza domestica.










