L’ondata di calore che sta investendo l’Europa ha stabilito record estremi: in Spagna e Portogallo si sono superati i 46 °C, mentre nel Regno Unito si registra il giugno più caldo dagli inizi delle rilevazioni nel 1884. In risposta, l’Italia ha adottato misure drastiche: il divieto di lavoro all’aperto in 13 regioni, l’apertura di “climate oases” e l’ingresso gratuito ai musei per anziani e categorie fragili.
Temperature record e impatto climatico
Spagna: nelle aree meridionali registrati 46 °C – il giugno più bollente di sempre.
Portogallo: punte fino a 46,6 °C, nuovo picco storico per un giugno.
Regno Unito: giugno 2025 è stato il più caldo dal 1884, con la giornata più calda finora nel 2025.
Francia, Germania e altri paesi hanno vissuto temperature fra 40 e oltre 43 °C, portando intere regioni in allerta rossa.
Gli esperti dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale avvertono che eventi simili stanno diventando la “nuova normalità” a causa del cambiamento climatico.
L’Italia ha vietato il lavoro all’aperto nelle ore più calde (indicativamente tra le 12:30 e le 16:00) in 13 regioni: Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia, Calabria, Sicilia e altre . Questa misura, varata dopo la morte di un operaio edile vicino a Bologna e l’aumento del 15–20 % delle emergenze sanitarie, punta a tutelare lavoratori e lavoratrici esposti al sole cocente.
Climate oases: spazi climatizzati, spesso allestiti da enti locali o associazioni (es. Caritas in Austria), con snack, acqua e assistenza medica per le persone fragili.
Musei e piscine gratis: in Italia e altri paesi europei, comuni come Venezia offrono ingressi gratuiti agli over‑70 o over‑75, accompagnati da visite guidate in ambienti climatizzati; a Roma le piscine pubbliche sono aperte gratis agli over‑70.
Chiusure scolastiche e adattamenti: in Francia chiuse oltre 1 300 scuole; a Parigi la cima della Torre Eiffel è stata temporaneamente interdetta.
Le conseguenze climatiche:
Allerta incendi: Turchia ha evacuato 50.000 persone per vasti incendi; in Grecia rimangono hetflas difficili.
Crisi idrica e siccità: in Germania registrato il periodo più secco da un secolo; restrizioni idriche in varie regioni.
Salute pubblica: l’ondata di caldo ha causato vittime in Italia (tra cui un operaio e un bambino in auto) e Spagna; i livelli di disagio, soprattutto tra anziani, è in aumento.
L’ondata di calore europea del 2 luglio rappresenta un segnale chiaro: le temperature record e le conseguenze sociali e sanitarie richiedono risposte strutturali. Le misure emergenziali (divieti di lavoro all’aperto, oasi rinfrescanti e apertura di musei) sono essenziali per fronteggiare l’emergenza, ma a lungo termine serve un impegno concreto sul piano delle politiche climatiche, delle infrastrutture resilienti e della protezione delle categorie più vulnerabili.











