Si è svolta nella giornata di oggi, venerdì 30 maggio, l’udienza di convalida del fermo per Alessio, il 18enne accusato dell’omicidio di Martina, la ragazza di appena 14 anni uccisa brutalmente ad Afragola. Durante l’interrogatorio, il giovane ha confessato l’agghiacciante verità: «Martina ha rifiutato il mio abbraccio e l’ho colpita di spalle».
Una frase che pesa come un macigno e che restituisce tutta la drammaticità di un gesto estremo, incomprensibile, che ha spezzato una vita giovanissima e sconvolto un’intera comunità. Secondo quanto emerso, il delitto si sarebbe consumato al culmine di un litigio, in un luogo appartato. Martina avrebbe respinto un gesto d’affetto da parte del ragazzo, che avrebbe reagito con una violenza, colpendola alle spalle con una grossa pietra.
Il movente, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe da ricondurre all’incapacità di accettare la fine o il rifiuto di una relazione. Un copione purtroppo già visto, che in questo caso si consuma tra due giovanissimi, rendendo ancora più straziante il bilancio.
Alessio è stato fermato poche ore dopo il ritrovamento del corpo della ragazza, abbandonato in vecchio casolare nell’area periferica di Afragola. Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura, hanno portato rapidamente all’identificazione del presunto autore, grazie a testimonianze, immagini di videosorveglianza e, pare, anche a messaggi inviati poco prima dell’omicidio.
Durante l’udienza, il 18enne – assistito da un legale – ha rilasciato dichiarazioni spontanee, ammettendo la propria responsabilità ma tracciando un quadro che sembra voler giustificare il gesto con l’emotività e la frustrazione del momento.
La magistratura sta ora lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, valutando eventuali aggravanti e approfondendo la personalità dell’indagato, anche attraverso perizie psichiatriche. Non si esclude che nei prossimi giorni possano emergere ulteriori dettagli sulle relazioni tra i due giovani e su eventuali segnali di allarme che non sono stati colti in tempo.
Il femminicidio di Martina si aggiunge a una lunga lista di casi che, nonostante l’età delle vittime e degli aggressori, testimoniano la pervasività della violenza di genere anche tra i più giovani. Un dramma sociale che richiede risposte urgenti, non solo sul piano della giustizia, ma anche su quello dell’educazione affettiva, del rispetto e della prevenzione.
Intanto, Afragola piange Martina, con fiaccolate, messaggi, e un dolore che ha superato i confini cittadini per trasformarsi in lutto collettivo.










