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Ponticelli, revocati i domiciliari: Pasquale Nocerino torna libero

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
9 Aprile, 2025
in Cronaca
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Ponticelli, revocati i domiciliari: Pasquale Nocerino torna libero
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Revocati gli arresti domiciliari a Pasquale Nocerino detto ‘o professore, 51enne di Ponticelli, imparentato con diverse figure di spicco della camorra ponticellese. Nel 2024 Nocerino era stato condannato a sei anni di reclusione. Determinanti le motivazioni argomentate dall’avvocato difensore di Nocerino, Sara Piccini che ha fatto leva su due aspetti fondamentali.

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In primis, la mancata violazione della detenzione domiciliare: trovandosi ristretto ai domiciliari dal marzo del 2023, Nocerino avrebbe potuto approfittarne per compiere reati, ma questo non è accaduto. Un elemento che, secondo l’avvocato Piccini, sottolinea la volontà del suo assistito di tenersi distante dalle logiche malavitose, come sottolineano i due anni trascorsi senza compiere alcuna violazione.

L’altro elemento cruciale va invece ricercato nel fatto che lo stato di tossicodipendenza di cui Nocerino era affetto risulta superato dall’intervento a cui si è sottoposto lo scorso febbraio. Nell’ottobre del 2023 una perizia gli aveva riconosciuto un’infermità mentale parziale, mentre in seguito all’intervento chirurgico subito di recente, Nocerino è stato dichiarato portatore di handicap e la dipendenza da sostanze stupefacenti risulta superata.

Nocerino fu destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare nel febbraio del 2023, insieme ad altre 23 persone, nell’ambito di un blitz che ha coinvolto svariati soggetti ritenuti contigui al clan Mazzarella, accusati a vario titolo di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina e hashish), violazione alla normativa sulle armi e sugli esplosivi, estorsione e impiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche. 

In particolare, le indagini, condotte dal febbraio 2018 al gennaio 2020, consentirono di documentare il controllo delle attività di commercializzazione di tabacchi di contrabbando nonché la diretta e indiretta gestione da parte del clan Mazzarella delle principali piazze di spaccio nell’area orientale di Napoli, oltre al crescente interesse da parte del clan Mazzarella nel settore del commercio e della distribuzione degli idrocarburi, riscontrato dalle pretese estorsive avanzate nei confronti di un imprenditore del settore nonché dall’acquisizione da parte di un affiliato di un’attività di distribuzione di carburanti nell’area di Fuorigrotta, nei pressi dello stadio Maradona, che è stata sequestrata. 

L’avvocato Piccini ha evidenziato che dai fatti contestati e risalenti al 2018 ad oggi, Nocerino ha trascorso due anni ristretto ai domiciliari senza compiere violazioni, sottolineando un aspetto che si è rivelato determinante ai fini dell’annullamento del provvedimento che ha consentito al suo assistito di tornare in libertà.

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Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

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