Si trova recluso nel carcere di Poggioreale da 48ore, Renato Benedetto Caiafa, il 19enne sottoposto a fermo dagli agenti della Polizia di Stato e stimato essere per sua stessa ammissione il presunto colpevole della morte di Arcangelo Correra, il 18enne raggiunto da un proiettile alla testa alle 5 di sabato 9 novembre nel cuore del centro storico di Napoli.
Caiafa si è presentato spontaneamente in Questura, ha riferito agli inquirenti di aver trovato una pistola sotto un’automobile e di non averne mai maneggiato una prima di quel momento, per questo non era in grado di capire se si trattasse di un’arma vera o di una pistola giocattolo. Nel corso di un passaggio di mano, una sorta di gioco ingaggiato con gli amici, sarebbe partito accidentalmente un colpo d’arma da fuoco che ha gravemente ferito Arcangelo, trasportato dagli amici in scooter all’ospedale Vecchio Pellegrini e poi deceduto nel corso della stessa mattinata.
I fatti si sono svolti in piazza Sedil Capuano, poco distante da via dei tribunali, nel cuore del centro storico cittadino.
Renato Caiafa è il fratello di Luigi, il 17enne ucciso da un poliziotto durante il tentativo di compiere una rapina, la sera del 4 ottobre del 2020, nei pressi di via Duomo a Napoli. Quella sera, in compagnia di Luigi, c’era il figlio di Gennaro De Tommaso, alias Genny ‘a carogna, ex capo ultrà del Napoli e trafficante di droga, oggi collaboratore di giustizia. Il 31 dicembre dell’anno successivo, poche ore prima del Capodanno, un killer entrò nel basso in via Sedil Capuano dove vive la famiglia Caiafa per uccidere Ciro Caiafa, 40 anni, padre di Luigi e Renato, mentre un tatuatore gli stava facendo un tatuaggio. La moglie e i tre figli, tra i quali anche Renato, erano in casa quando il killer fece irruzione per compiere l’agguato e pertanto hanno assistito all’omicidio. Ciro Caiafa sarebbe stato assassinato per questioni legate allo spaccio di droga.
La vedova Caiafa, Anna Elia, ha rilasciato diverse interviste nel corso della giornata odierna, lunedì 11 novembre, nelle quali ha descritto suo figlio Renato come un “un bravo ragazzo che si arrangia a fare l’aiutante pizzaiolo. Un giovane che dentro di se porta un peso enorme, proprio a causa di ciò che ha passato.”











