• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
lunedì, 11 Maggio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Ponticelli: l’omicidio Cepparulo ricostruito attraverso le intercettazioni in casa di Luisa De Stefano

Luciana Esposito di Luciana Esposito
8 Giugno, 2023
in Cronaca, In evidenza
0
Ponticelli: l’omicidio Cepparulo ricostruito attraverso le intercettazioni in casa di Luisa De Stefano
Share on FacebookShare on Twitter

L’abitazione della “Pazzignana” Luisa De Stefano, nel rione De Gasperi di Ponticelli era il quartier generale dell’alleanza costituita dai vecchi clan dell’area orientale di Napoli. Un porto di mare abitualmente frequentato dalle figure più autorevoli dell’organizzazione che ignare di essere intercettate hanno contribuito a far luce sulle principali azioni delittuose compiute dal clan per consacrare la propria egemonia.

ADVERTISEMENT

Le intercettazioni in casa De Stefano prendono il via nell’aprile del 2016, in seguito al sequestro di droga e alcuni manoscritti rinvenuti in casa della “pazzignana”: sono le prime prove dell’esistenza di un cartello tutt’altro che dedito soltanto all’attività di spaccio di droga, come era accaduto fino a quel momento, da quando i Sarno avevano autodistrutto il loro impero decidendo di collaborare con la giustizia. Il colpo più duro, scaturito da quel vortice di arresti e condanne, fu inflitto proprio alla famiglia/clan riconducibile alla De Stefano: suo marito Roberto Schisa viene condannato all’ergastolo in via definitiva per la “strage del bar Sayonara” in cui persero la vita quattro persone estranee alle dinamiche camorristiche. Sorte analoga per suo zio Luigi Piscopo, mentre suo fratello Giovanni finisce dietro le sbarre insieme agli altri affiliati che avevano praticato reiterate estorsioni, angherie e minacce nei riguardi di Carmine Sarno, fratello degli ex boss poi passati dalla parte dello Stato. In questo clima di devastazione e disfatta, Luisa De Stefano eredita il clan di famiglia e per circa un decennio si limita a controllare l’attività di spaccio di droga nella sua zona, consapevole di non disporre della forza camorristica necessaria per contrastare l’ascesa degli altri clan, in primis, i De Micco: cartello nascente che sotto la guida di un giovane e spregiudicato boss, riesce in pochissimo tempo a colmare il vuoto di potere generato sul fronte camorristico dalla dissoluzione del clan Sarno.

Proprio per questo motivo l’omicidio del boss del rione Sanità Raffaele Cepparulo coglie di sorpresa i soggetti addentrati nelle dinamiche malavitose della zona est di Napoli. Cepparulo, affiliato al clan Esposito-Genidoni, era finito nel mirino dei rivali del clan Vastarella in seguito alla cosiddetta “Strage delle fontanelle”, un agguato compiuto in un circolo ricreativo del centro storico di Napoli che costò la vita a svariati affiliati. Motivo per il quale decise di allontanarsi dalle “Case Nuove”, la zona di cui era originario e dove aveva già ricevuto la visita di sicari intenzionati a stanarlo e si trasferì a Ponticelli, forte dell’amicizia con Umberto De Luca Bossa. Ignaro del fatto che il clan del Lotto O di Ponticelli era entrato in affari con i Minichini, “le pazzignane” e i Rinaldi, Cepparulo intrecciò rapporti con i Mazzarella e i De Micco, due clan in rotta di collisione con il cartello nascente.

Fin dalle prime intercettazioni che ricostruiscono i dialoghi avvenuti in casa De Stefano, trapela la necessità di eliminare Raffaele Cepparulo, in quanto la sua presenza a Ponticelli è considerata pericolosa dalle “pazzignane”, consapevoli del rapporto che intercorre tra il boss del rione Sanità e Roberto Scala, affiliato al clan De Micco. Inoltre, forte era il timore che Cepparulo stesse pianificando un agguato nei confronti di Michele Minichini, perchè aveva iniziato a prendere informazioni sul suo conto.

Le intercettazioni documentano come l’organizzazione sia passata dalle intenzioni di uccidere Cepparulo alla pianificazione dell’agguato nei minimi dettagli, ricevendo appoggio, indicazioni e mezzi dal boss Ciro Rinaldi, il quale a sua volta aveva subito una “stesa” da Cepparulo che aveva sparato diversi colpi d’arma da fuoco contro la sua abitazione nel rione Villa di San Giovanni a Teduccio.

Il clan si era attivato per uccidere Cepparulo già il giorno prima, il 6 giugno del 2016, ma l’agguato fu mandato a monte da una serie di falle di natura organizzativa. Come da accordi, Anna De Luca Bossa, filatrice dell’agguato, aveva inviato un messaggio ai killer Michele Minichini e Antonio Rivieccio per indicare la presenza di Cepparulo nel circolo ricreativo del rione Lotto O di proprietà di Umberto De Luca Bossa. Il fallimento dell’agguato emerge proprio dai dialoghi tra gli affiliati che oltre ad esternare tutto il loro rammarico, manifestano la ferma intenzione di riprovarci per portare a compimento l’azione. Senza perdersi d’animo e traendo esperienza dai propri errori, si prepararono ad agire per il giorno successivo, ripercorrendo più volte i compiti assegnati a ciascun gregario in modo da essere in grado di risolvere qualsiasi problema potesse presentarsi: studiano il percorso, concordano gli orari, organizzano un sistema di comunicazioni telefoniche intrecciate, predispongono la fuga e il recupero delle armi.

Le intercettazioni consentono anche di ricostruire con dovizia di particolari l’agguato avvenuto il giorno seguente, il 7 giugno del 2016. Dal confronto tra Anna De Luca Bossa, testimone oculare dell’agguato, e Luisa De Stefano e Vincenza Maione gli inquirenti hanno potuto attribuire a ciascun affiliato partecipante all’agguato un ruolo preciso. Nella fattispecie, fin da subito emerge che Michele Minichini ha ucciso Cepparulo colpendolo più volte alla testa, mentre Ciro Colonna, 19enne estraneo alle dinamiche camorristiche, ha pagato con la vita l’inesperienza di Antonio Rivieccio che gli ha sparato individuandolo erroneamente come il guardaspalle di Cepparulo.

Dalle conversazioni avvenute nei giorni successivi in casa De Stefano trapela la soddisfazione dei partecipanti all’agguato per la morte dello scomodo rivale, ma anche il rammarico per aver ucciso un giovane innocente. Allo stesso modo i responsabili dell’omicidio Colonna-Cepparulo inscenarono una serie di depistaggi volti a sviare i sospetti che si stavano diffondendo negli ambienti malavitosi circa la loro responsabilità, impegnandosi a far ricadere la colpa su altri clan.

Tags: antonio riviecciocamorra ponticelliclan minichini schisa del luca bossaclan ponticellicronaca Napolicronaca ponticelliLuisa De Stefanomichele minichiniomicidio colonna cepparuloomicidio raffaele cepparulo
ADVERTISEMENT
Prec.

L’associazione “Dateci le ali” premiata a Napoli e in Europa

Succ.

Al Rama Beach Cafè è tempo di “Neapolitan United Sound”

Può interessarti

Ennesima aggressione agli operatori del 118: ambulanza costretta a caricare un cadavere a Barra
Cronaca

Incidente a Torre Annunziata: morto un 24enne, due giovani in prognosi riservata

9 Maggio, 2026
Papa Leone a Napoli: “Contro la malavita serve uno Stato presente”. L’abbraccio di 70mila fedeli
In evidenza

Papa Leone a Napoli: “Contro la malavita serve uno Stato presente”. L’abbraccio di 70mila fedeli

9 Maggio, 2026
9 maggio 1978: una bomba uccide il giornalista Peppino Impastato
In evidenza

Peppino Impastato, la voce libera che sfidò la mafia: storia, impegno e assassinio

9 Maggio, 2026
Volla: 74enne spara al figlio durante una lite, ma colpisce la nipote. Arrestato dia carabinieri
Cronaca

Scampia, arrestati tre pusher ai “Sette Palazzi”: tensione fuori dalla caserma, gazzella accerchiata

9 Maggio, 2026
VIDEO-Scampia, droga recapitata con il drone verso il carcere: arrestato un 31enne
Cronaca

VIDEO-Scampia, droga recapitata con il drone verso il carcere: arrestato un 31enne

9 Maggio, 2026
Rione Toiano: arsenale nascosto nel palazzo popolare, sequestrati droga ed esplosivi pronti all’uso
Cronaca

Rione Toiano: arsenale nascosto nel palazzo popolare, sequestrati droga ed esplosivi pronti all’uso

9 Maggio, 2026
Succ.
Al Rama Beach Cafè è tempo di “Neapolitan United Sound”

Al Rama Beach Cafè è tempo di "Neapolitan United Sound"

Ultimi Articoli

Napoli piange Riccardo Siano: morto il fotografo che raccontò la città attraverso i suoi scatti

Napoli piange Riccardo Siano: morto il fotografo che raccontò la città attraverso i suoi scatti

di Redazione Napolitan
9 Maggio, 2026
0

È morto a 61 anni il fotoreporter napoletano Riccardo Siano, storico fotografo della redazione napoletana di "La Repubblica". La notizia...

Ennesima aggressione agli operatori del 118: ambulanza costretta a caricare un cadavere a Barra

Incidente a Torre Annunziata: morto un 24enne, due giovani in prognosi riservata

di Redazione Napolitan
9 Maggio, 2026
0

Nel vesuviano un violento incidente stradale ha spezzato la vita di un giovane e lasciato altri due ragazzi in condizioni...

Avvocato dei bambini cardiopatici del Monaldi: “Schillaci intervenga, il Sud è abbandonato”

Avvocato dei bambini cardiopatici del Monaldi: “Schillaci intervenga, il Sud è abbandonato”

di Redazione Napolitan
9 Maggio, 2026
0

Un appello che arriva come una denuncia forte e diretta al Ministero della Salute. Le famiglie dei bambini cardiopatici seguiti...

Il cuore del piccolo Domenico ancora pulsava, ma il box frigo non era stato aperto

Il cuore del piccolo Domenico ancora pulsava, ma il box frigo non era stato aperto

di Redazione Napolitan
9 Maggio, 2026
0

Il cuore del piccolo Domenico Caliendo era ancora pulsante sul tavolo operatorio mentre il contenitore con l’organo arrivato da Bolzano risultava ancora...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?