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Omicidio Costanzo: su TikTok fioccano i video-tributo, stasera fiaccolata nel Conocal

Luciana Esposito di Luciana Esposito
8 Maggio, 2023
in Cronaca, In evidenza
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Omicidio Costanzo: su TikTok fioccano i video-tributo, stasera fiaccolata nel Conocal
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Un omicidio eclatante, quello costato la vita a Vincenzo Costanzo detto Ciculill’, 26enne ras del Conocal di Ponticelli, chiamato a rifondare il clan costituito dai suoi zii, Antonio e Giuseppe D’Amico, contestualmente ai massicci arresti del 2016.

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Un delitto eccellente, non solo perchè ha visto i sicari entrare in azione nel bel mezzo della festa scudetto e nel centro cittadino, in prossimità di piazza Carlo III, lontano da Ponticelli, ma soprattutto per le dinamiche che aleggiavano già nei giorni precedenti sul Conocal che annunciavano la condanna a morte di Costanzo da parte del tribunale della camorra.

Un evento che per quanto annunciato è destinato a lasciare un segno, soprattutto in quei parenti che oggi ne piangono la morte, così come dimostra l’arresto del cugino di Costanzo, Gaetano Maranzino, notoriamente estraneo alle dinamiche camorristiche, ma arrestato 24 ore dopo l’omicidio del cugino, al quale era legatissimo, reo di essersi recato sul luogo dell’omicidio per compiere una “stesa” insieme a Matteo Nocerino, cugino acquisito di Costanzo, in quanto marito di una delle figlie di Antonio D’Amico.

A destare stupore non è solo l’inaspettato arresto dei due giovani, ma anche i video commemorativi che fioccano su TikTok che come da prassi propongono una serie di immagini del defunto accompagnate da frasi struggenti. Diversi esponenti della malavita locale hanno omaggiato la memoria di Ciculill’, tra i quali spicca il genero di Salvatore D’Amico alias il pirata di San Giovanni a Teduccio, capo dell’omonimo clan, stimato essere una costola dei Mazzarella. Dalle immagini proposte nel video-tributo appare chiaro che i due fossero molto amici, tant’è vero che il giovane definisce Costanzo un fratello. “Sì a vita mì p semp ciculi ti amo” è la frase che accompagna il video, unitamente all’emoticon di un angelo e un cuore spezzato. Tra le immagini anche gli screen di alcune conversazioni tra i due estrapolate dalle chat di Instagram e WhatsApp.

Nei rioni come il Conocal e nelle famiglie camorristiche come i D’Amico i panni sporchi si lavano in famiglia e sui social vanno ostentate armonia e complicità, proprio come impongono le leggi della malavita, seppure forte sia il sentore che Costanzo sia stato vittima di un’epurazione interna al clan, ampiamente annunciata nei giorni scorsi e per giunta supportata da una serie di riscontri oggettivi.

La morte di Costanzo ha concorso soprattutto a rendere ancora più evidente e vistosa la crepa che mina i rapporti interni alla famiglia D’Amico: i figli di Annunziata D’Amico, sorella di Antonio e Giuseppe, uccisa nel 2015 dai De Micco, non hanno rivolto alcun pensiero al cugino defunto. Sui tanti profili nati principalmente per rilanciare il desiderio di vendicare la morte della donna-boss uccisa quando era a capo del clan di famiglia, non c’è posto per le immagini di Vincenzo Costanzo. Un dettaglio non da poco, considerando l’alleanza con i De Micco-De Martino, stipulata di recente e sbandierata sui social network a suon di foto che ritraevano Costanzo in compagnia dei giovani affiliati al clan storicamente ostile ai D’Amico.

In questo momento più che mai la priorità della famiglia/clan è quella di preservare i reciproci interessi, anche per questo motivo stasera, lunedì 8 maggio, alle ore 20.30 è stata annunciata una fiaccolata organizzata per salutare Costanzo nel “suo rione”, quello stesso rione in cui ha speso gli ultimi giorni di vita a sottrarre le case a nuclei familiari estranei alle dinamiche malavitose. Gli abitanti del Conocal, vessati, minacciati, intimoriti da Costanzo, si sentono così davanti a un bivio: assecondare quella forzata richiesta di entrare in empatia con il loro defunto carnefice o restare rintanati in casa, come sono stati costretti a fare dalle stesse logiche radicate dal giovane ras e dai suoi sodali, seppure questo voglia dire “mancare di rispetto” alla famiglia/clan radicata in quello stesso rione?

E soprattutto: i familiari di Costanzo avranno chiesto l’autorizzazione al locale commissariato di polizia per svolgere la fiaccolata annunciata sui social nelle ore precedenti, così come previsto dalle legge o avranno dato per scontato che nel Conocal, “il loro rione”, regnano “le loro leggi”?

Tags: arresto gaetano maranzinocamorraClan D'Amicofesta terzo scudetto del napolifiaccolata vincenzo costanzogaetano maranzinoomicidioomicidio festa scudettoomicidio vincenzo costanzoponticellirione conocalrione conocal di ponticelli
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