• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
mercoledì, 24 Giugno, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Le rivelazioni del pentito: “I De Micco volevano uccidere Christian Marfella”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
25 Agosto, 2022
in Cronaca, In evidenza
0
Camorra Ponticelli, lo chiamano “il nuovo clan” egemone, ma in realtà di nuovo non c’è nulla
Share on FacebookShare on Twitter

La guerra senza fine che tuttora tiene banco a Ponticelli tra i De Luca Bossa e i De Micco ha raggiunto il punto di non ritorno in un momento ben preciso: quando i De Micco uccisero Antonio Minichini, il 19enne figlio del boss Ciro Minichini detto “Cirillino”, braccio destro di Tonino ‘o sicco e di Anna De Luca Bossa, la sorella di quest’ultimo.

ADVERTISEMENT

Minichini fu freddato dai killer mentre si trovava in compagnia di Gennaro Castaldi, contiguo al clan D’Amico, in guerra con i De Micco per il controllo dei traffici illeciti, all’indomani del declino dell’era dei Sarno.

il 19enne figlio di due temprate famiglie d’onore dell’ala est fu assassinato perchè si trovava in compagnia della reale vittima dell’agguato, Castaldi. I sicari attesero che quest’ultimo rincasasse per entrare in azione e non ridimensionarono i loro piani, malgrado fosse in compagnia dell’amico Antonio MInichiini.

A far luce in maniera più esaustiva sull’omicidio Castaldi-Minichini ci pensa il collaboratore di giustizia Domenico Esposito, ex gregario dei “Bodo”, che partecipò all’agguato.

E’ proprio il collaboratore di giustizia a rivelare il retroscena che si celava dietro il duplice omicidio Castaldi- Minichini: la rottura dell’accordo tra Giuseppe D’Amico da un lato e Michele Cuccaro e Marco De Micco, che, allora, erano uniti da un’alleanza che congiungeva i quartieri Ponticelli e Barra, sulla divisione dei proventi per gli affari illeciti, droga ed estorsioni. 

Un accordo che prevedeva la spartizione al 50% sui soldi ricavati soltanto al parco “Conocal”, – roccaforte dei D’Amico – ma ben presto “Peppino Fraulella” si mostrò scontento perché aspirava alla stessa percentuale su tutto il quartiere. Fino a quando, dopo aver chiesto inutilmente di più, la situazione degenerò.

Diversi collaboratori di giustizia hanno fornito elementi utili a ricostruire dinamica, mandanti ed esecutori dell’omicidio di Gennaro Castaldi e Antonio Minichini, ma, in prima battuta, il contributo più valido venne da Domenico Esposito detto “’o cinese”, ex gregario dei De Micco che il 22 aprile 2013 mette a verbale un dettaglio particolarmente rilevante, in virtù di quello che attualmente sta accadendo a Ponticelli: «Era un periodo in cui cercavano di prendere Christian Marfella – figlio di Giuseppe Marfella e Teresa De Luca Bossa – per ucciderlo e anche le persone che camminavano con lui, tra le quali il figlio di “Cirillino” Minichini. (Probabilmente Esposito si riferisce a Michele Minichini, fratellastro di Antonio, e contiguo al clan di famiglia) Dopo vari tentativi venimmo a sapere che Genny Castaldi aveva la ritirata a casa alle 8 di sera. Partimmo con una Atos onesta, che era della persona cui mandavo i messaggi per la droga, ma lui non ne sapeva niente. Andammo sotto casa di Castaldi e abbiamo aspettato un quarto d’ora, massimo venti minuti. Eravamo io, Gennaro Volpicelli e Salvatore De Micco. Nessuno dei tre fuma né ha fumato durante l’attesa. Quando vedemmo arrivare l’SH bianco con in sella Antonio Minichini e Gennaro Castaldi, Salvatore De Micco e Gennaro Volpicelli spararono. Il primo fu De Micco a Minichini che guidava. Quando il motorino cadde, De Micco sparò anche contro Gennaro Castaldi fino a che la pistola non si inceppò. Allora sparò anche Volpicelli, contro Castaldi che aveva accennato alla fuga. Io ero armato, ma non sparai, tanto che De Micco mi rimproverò. I due che fecero fuoco avevano due 9×21, io un 357 di quelli che ho fatto sequestrare oggi».

Sul banco degli imputati per l’omicidio Minichini-Castaldi, oltre al ras Salvatore De Micco ed a Gennaro Volpicelli, anche il collaboratore di giustizia Domenico Esposito che, con le sue dichiarazioni ha svelato i retroscena dell’agguato. I tre rispondono dell’accusa di duplice omicidio con l’aggravante camorristica perché avrebbero agito per favorire il proprio clan d’appartenenza.

Tuttavia, nel corso del processo, si fa spazio un retroscena che fa vacillare clamorosamente l’attendibilità delle dichiarazioni di Domenico Esposito.

Una lettera di scuse indirizzata al boss Marco de Micco, nella quale “si pente di essersi pentito” e spiega che quella scelta è maturata perché “gli avevano messo i vermicelli in testa”, ovvero, Roberto Boccardi – ex affiliato al clan De Micco, poi passato tra le fila dei De Luca Bossa – gli aveva fatto credere che volessero liberarsi di lui. Quindi, vedendo la sua vita in pericolo, scelse di collaborare con la giustizia per beneficiare, così, della protezione dello Stato.

Una lettera che Marco De Micco aveva ricevuto all’incirca un anno dopo il duplice omicidio dei due giovani, mentre era detenuto agli arresti domiciliari in un comune del milanese.

Domenico Esposito nel ricevere un decreto di citazione per un’udienza, scoprì che Marco De Micco stava scontando i domiciliari in un comune non molto distante da quello in cui viveva sotto protezione. Preoccupato ed impaurito dall’ipotesi che “Bodo” potesse sapere dove si trovasse e quindi assoldare un killer per ucciderlo, decise di inviargli quella lettera, pregna di parole di scuse e pentimento per aver tradito il clan, in cui gli chiedeva espressamente di bruciarla dopo averla letta.

Una mente cinica e lungimirante come quella di Marco De Micco non poteva fare altro che sfruttare la ghiotta occasione per rimarcare la sua fama di giovane ed astuto boss, tirando fuori quella missiva in fase processuale: proprio nel corso del processo a carico dei tre affiliati al clan De Micco accusati dell’omicidio di Minichini e Castaldi, i legali di “Bodo” introducono il clamoroso colpo di scena, che sorprende, in primis, lo stesso “cinese”, che non aveva proferito parola agli inquirenti in merito a quella lettera e che si è visto sbugiardare inaspettatamente.

Un fallo che ha consentito alla difesa dei De Micco di contestare l’attendibilità delle dichiarazioni di Domenico Esposito, asserendo che quella missiva rappresenta la prova dell’odio che l’uomo nutre verso i De Micco e che lo avrebbe portato ad accusare il clan di Bodo di reati mai commessi.

Motivo per il quale Salvatore detto Savio, fratello del boss Marco, e Gennaro Volpicelli, fidato killer della cosca, si sono visti abbonare l’ergastolo al quale erano stati condannati all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Minichini-Castaldi.

La motivazione della sentenza è da ricondurre alle incongruenze emerse dalle dichiarazioni rese da due collaboratori di giustizia, Domenico Esposito e Gaetano Lauria, i principali accusatori delle due figure di spicco del clan De Micco.

Un verdetto festeggiato con uni spettacolo pirotecnico che non è passato inosservato, soprattutto perchè poche ore dopo un altro giovane nelle cui vene scorreva il sangue dei De Luca Bossa fu barbaramente trucidato: Carmine D’Onofrio.

ADVERTISEMENT
Prec.

Ponticelli: Christian Marfella nel mirino dei killer. Chi ha sparato e perché?

Succ.

De Micco vs De Luca Bossa: le fasi salienti e i retroscena dell’eterna faida di Ponticelli

Può interessarti

Vittima di abusi sessuali da parte del padre: 14enne racconta il suo tormento in un tema in classe
Cronaca

Diplomi facili senza frequentare le lezioni: nove indagati e scuola sequestrata nel Napoletano

23 Giugno, 2026
Terra Fuochi: Triassi, con team a lavoro per dare risposte sul legame tra ambiente e tumori
Cronaca

Terra dei Fuochi, ad Acerra il picco dei tumori nella Asl Napoli 2 Nord

23 Giugno, 2026
De Micco armati presidiano le strade di Ponticelli a caccia del gruppo di Volla: mancato agguato nella notte
Cronaca

De Micco armati presidiano le strade di Ponticelli a caccia del gruppo di Volla: mancato agguato nella notte

23 Giugno, 2026
Incendio all’Ospedale del Mare: chiusa temporaneamente l’Unità di Chirurgia
Cronaca

Incendio all’Ospedale del Mare di Ponticelli: ipotesi dolosa, la Procura apre un’inchiesta

23 Giugno, 2026
Donna denuncia marito, pm chiede l’archiviazione: “Normale che un uomo superi resistenze sessuali”
Cronaca

Dal 41 bis alla libertà: assolto Raffaele Teatro, cade l’accusa di mandante dell’omicidio Feldi

23 Giugno, 2026
Lorenzo Spasiano, chi era il 21enne ucciso sotto casa a Miano
Cronaca

Lorenzo Spasiano, chi era il 21enne ucciso sotto casa a Miano

23 Giugno, 2026
Succ.
De Micco vs De Luca Bossa: le fasi salienti e i retroscena dell’eterna faida di Ponticelli

De Micco vs De Luca Bossa: le fasi salienti e i retroscena dell'eterna faida di Ponticelli

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Portami là fuori, al Campania Teatro Festival le voci dei ragazzi del carcere di Nisida e Airola

Portami là fuori, al Campania Teatro Festival le voci dei ragazzi del carcere di Nisida e Airola

di Redazione Napolitan
23 Giugno, 2026
0

Ci sono storie che nascono dietro le mura di un istituto penale minorile e che raramente riescono a raggiungere il...

Nuoto in acque libere, Castellabate capitale dell’estate 2026

Nuoto in acque libere, Castellabate capitale dell’estate 2026

di Redazione Napolitan
23 Giugno, 2026
0

Anche per l'estate 2026 il mare di Castellabate si prepara ad accogliere atleti, appassionati e società sportive provenienti da tutta...

Premio Fair Play Menarini 2026: Diego Milito ed Emilio Butragueño tra i premiati della 30ª edizione

Premio Fair Play Menarini 2026: Diego Milito ed Emilio Butragueño tra i premiati della 30ª edizione

di Redazione Napolitan
23 Giugno, 2026
0

 La rosa dei vincitori del 30° Premio Internazionale Fair Play Menarini, in programma il prossimo 2 luglio a Firenze, continua ad accogliere...

Vittima di abusi sessuali da parte del padre: 14enne racconta il suo tormento in un tema in classe

Diplomi facili senza frequentare le lezioni: nove indagati e scuola sequestrata nel Napoletano

di Redazione Napolitan
23 Giugno, 2026
0

Una scuola paritaria del Napoletano sarebbe diventata negli anni una meta privilegiata per studenti provenienti da diverse regioni d'Italia, attratti...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?