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21 febbraio 2020: il covid arriva in Italia, primo paziente positivo a Codogno

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
21 Febbraio, 2022
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21 febbraio 2020: il covid arriva in Italia, primo paziente positivo a Codogno
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1644498335281_rainewsabaeadebc-e1645339468898-a3d8f7f9Fino al 21 febbraio del 2020, quel virus che collezionava contagi e morti, sembrava uno spettro lontano. Un pericolo che incombeva sul lontano oriente che veniva percepito con distacco da parte degli italiani.

Una certezza stravolta dall’esito del primo tampone positivo registrato a Codogno, una città nella Bassa lodigiana, lontano dai riflettori e abituata all’estrema tranquillità, sconosciuta per la stragrande maggioranza del popolo italiano. Almeno fino a quel momento.

In poche ore il comitato di crisi regionale, convocato d’urgenza dinanzi a quel verdetto inaspettato, decide di evacuare il Pronto soccorso di Codogno e isolare l’ospedale. Intanto al Pronto soccorso di Lodi, gestito dal primario dell’Emergenza-urgenza Stefano Paglia, richiamato in servizio, i pazienti iniziano ad arrivare numerosi. Tutti con problemi respiratori, la maggior parte con una polmonite interstiziale bilaterale.

Il coronavirus era arrivato anche in Italia.

La paura è tanta, i dispositivi di protezione per medici, infermieri e Oss ancora troppo pochi. Bisogna anche inventare un nuovo approccio, un modo diverso di prendere in carico il paziente. Di lì a poco, la prima zona rossa creata intorno a Codogno e altri dieci Comuni il 23 febbraio 2020 con l’arrivo dei militari a presidiare i confini, le strade deserte con le ambulanze che sfrecciano ovunque. E la gente chiusa in casa con la paura e quel senso d’incertezza davanti a quel virus sconosciuto e terribile.

 L’Italia diventa così il terzo Paese al mondo dopo Cina e Iran ad aver a che fare con il Covid. Il paziente è Mattia Maestri, a diagnosticare il caso è l’anestesista Annalisa Malara, dopo aver visto che l’uomo, affetto da polmonite, non risponde alle cure.A Codogno e in altri comuni del Lodigiano scatta il lockdown, poi esteso a diverse Regioni e province del Nord, infine all’Italia intera. Le città vuote, i cittadini che si affacciano ai balconi per cantare e fare dediche a medici e infermieri “eroi”. Si può uscire solo per fare la spesa, andare in farmacia, al tabacchi o all’edicola, per fare attività sportiva da soli all’aperto e per portare i cani a fare i propri bisogni.

Intanto arrivano a morire quasi mille cittadini al giorno, le foto dei camion militari che trasportano le bare diventano le immagini-simbolo di quel momento storico, mentre le terapie intensive e gli ospedali si riempiono. Passata la prima ondata, quando il pericolo sembra ormai sventato, spuntano i negazionisti prima e i no vax poi.

Dopo la prima ondata, gli italiani si godono un’estate tranquilla con le discoteche e i locali pieni, intenzionati a riprendersi quella libertà agognata durante il lockdown e patita per quattro mesi. Sembra tutto finito, ma con l’autunno si ripiomba nell’incubo. Arrivano le prime varianti, non ci sarà più un lockdown totale, ma arriveranno le zone rosse con tutti i locali comunque chiusi e la vita sociale ridotta ai minimi termini. Intanto, il 27 dicembre 2020 inizia la campagna vaccinale.

L’Italia deve affrontare altre ondate, una causata dalla variante Delta e l’ultima dalla variante Omicron, ma lo fa senza troppe restrizioni e con numeri meno drammatici rispetto a quelli delle prime due ondate. Grazie alla campagna vaccinale. Ad oggi le restrizioni riguardano solo i non vaccinati, lo stato d’emergenza in scadenza il prossimo 31 marzo sembra destinato a non essere rinnovato, gli italiani si apprestano a fronteggiare la fase di convivenza con il virus, mentre il governo aggiorna un calendario di appuntamenti che porterà al progressivo allentamento delle restrizioni in vista delle festività pasquali.

Al 19 febbraio 2022 gli italiani di cui è stato accertato il contagio sono 12.427.773, 152.848 sono morti, 10.905.147 sono guariti.

A questi tragici numeri si aggiungono quelli delle attività in dissesto e di quelle costrette a fallire dalle plurime difficoltà introdotte dalle limitazioni e dai vari lockdown.

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