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San Sebastiano al Vesuvio: la replica delle istituzioni ai raid indirizzati alla stele di Paolino Avella

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
14 Gennaio, 2022
in In evidenza, News
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San Sebastiano al Vesuvio: la replica delle istituzioni ai raid indirizzati alla stele di Paolino Avella
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20220114_121755Continuano gli atti di vandalismo indirizzati alla stele intitolata alla memoria di Paolino Avella in via Matteotti a San Sebastiano al Vesuvio e la replica dell’amministrazione locale non si è fatta attendere.

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Dallo scorso settembre e con particolare frequenza negli ultimi tempi, il monumento erto in memoria della giovane vittima innocente della criminalità che perse la vita nel tentativo di sottrarsi ad una rapina, è stata più volte oggetto di “attenzioni particolari” da parte di ignoti. 

Paolino Avella, 17enne studente del liceo scientifico “Salvatore Di Giacomo” di San Sebastiano al Vesuvio, il 5 aprile del 2003 perse la vita proprio nel punto in cui è stato edificato il presidio in sua memoria in via Matteotti, schiantandosi contro l’albero diventato poi uno spontaneo luogo di culto, speronato da una coppia di rapinatori intenzionati a rubargli lo scooter. La corsa di Paolino, quel tragico giorno, s’interruppe bruscamente proprio in quel punto ed è per questo che, fin da subito, le varie amministrazioni che si sono alternate nel corso degli anni, hanno sempre manifestato supporto e vicinanza ad Alfredo Avella, padre di Paolino e fondatore della Onlus a lui intitolata.

L’ultimo raid si è verificato lo scorso martedì 11 gennaio: i crocifissi e le immagini votive collocate accanto alla stele sono state strappate, al pari dei fiori. Trafugata anche la sciarpa del Napoli, la squadra del cuore di Paolino, che fu attaccata intorno all’albero nei giorni successivi alla tragedia dai suoi compagni di scuola, gli alunni dello stesso liceo che frequentava Paolino che diedero il via ad uno spontaneo e sentito atto di ribellione contro la criminalità, dando il via a diverse manifestazioni ed iniziative volte a non spegnere i riflettori su quella morte violenta che scosse le coscienze dell’intera comunità vesuviana.

Non è tardata ad arrivare la replica delle istituzioni locali: nel corso della mattinata odierna, venerdì 14 gennaio, il neosindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Panico, ha incontrato l’avvocato Alfredo Avella, per testimoniare la vicinanza e l’attenzione delle istituzioni locali verso temi importanti, quali la legalità e l’impegno alla memoria.

Il primo cittadino del comune vesuviano ha spiegato che la sicurezza è uno degli aspetti prioritari della politica avviata dalla neoeletta amministrazione e che ben presto si tradurrà in una serie di azioni concrete. In primis, l’installazione di videocamere di sorveglianza in diverse zone della cittadina, tra le quali via Matteotti, la strada che ospita il monumento erto in memoria del 17enne.

Il sindaco Panico ha inoltre accompagnato l’avvocato Avella presso la stazione dei carabinieri di San Sebastiano al Vesuvio per sporgere una denuncia contro ignoti per i gravi fatti che si sono verificati frequentemente negli ultimi tempi. Le forze dell’ordine operanti sul territorio hanno ribadito la loro ferma intenzione di vigilare sul territorio affinchè, questi ed altri raid avvenuti in altre zone del comune, non si verifichino ancora.

Il sindaco di San Sebastiano e il presidente dell’associazione “Paolino Avella Onlus” hanno infine esternato la reciproca volontà di organizzare prossimamente una serie di iniziative finalizzate a promuovere la legalità, nel segno e nel ricordo di un giovane ucciso dalla criminalità 7 giorni prima di diventare maggiorenne.

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