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20 novembre: la giornata mondiale dei diritti dei bambini ai tempi del covid-19

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
20 Novembre, 2020
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20 novembre: la giornata mondiale dei diritti dei bambini ai tempi del covid-19
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aed80878dcb56363f1a2945f13245488_xlIl 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia. La data fu scelta per ricordare il giorno in cui, a New York, nel 1989, venne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il 20 gennaio 2015, con la ratifica da parte della Somalia, la Convenzione sui diritti dell’infanzia è diventato il trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche: a oggi, infatti, sono 196 gli Stati che si sono vincolati giuridicamente, tramite la ratifica, al rispetto dei diritti in essa riconosciuti.

Un testo che si basa su quattro principi fondamentali: non discriminazione («i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione»); superiore interesse del minore «in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica»; diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; ascolto delle opinioni del minore «in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni».

Una ricorrenza particolarmente sentita di consueto e che quest’anno, per effetto della pandemia in atto, è carica di ulteriori suggestioni. Già prima della pandemia di Covid-19, nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente un bambino su sette aveva bisogno di assistenza umanitaria. Su questi paesi già fragili, l’emergenza coronavirus ha avuto un impatto devastante sui diritti dei bambini.

Secondo quanto riferito da Unicef, attualmente 9 milioni di bambini nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente hanno saltato gli appuntamenti previsti dalle campagne di vaccinazione contro la poliomielite e il morbillo. Mentre nei paesi segnati dal conflitto come Yemen, Siria e Sudan, si prevede un aumento della malnutrizione severa del 5-10% nei prossimi mesi.

I bambini non rappresentano il volto della pandemia: il Covid 19, infatti, è una malattia che colpisce prevalentemente le persone più anziane e più fragili. Bambini e ragazzi restano ai margini dei racconti giornalistici e degli interventi della politica. Eppure, nel lungo periodo, rischiano di essere tra le vittime più numerose di questa pandemia.

L’Unicef ha lanciato una serie di iniziative, finalizzate a supportare la battaglia dei bambini contro il covid-19, gettando le basi per una consegna rapida, sicura ed efficiente. La vaccinazione mondiale contro il COVID-19 sarà una delle più grandi imprese di massa nella storia dell’umanità.

Oltre che migliorare l’accesso ai test diagnostici e ai trattamenti rapidi, l’UNICEF, come più grande acquirente singolo di vaccini al mondo, sta lavorando per garantire l’approvvigionamento di dosi di vaccino, appena supereranno i test e saranno autorizzati e raccomandati per l’uso. L’UNICEF si occuperà inoltre del trasporto, della logistica e dello stoccaggio per un accesso rapido ed equo nei paesi a medio e basso reddito dove ci sono più bambini a rischio.

In occasione della giornata mondiale dei diritti dell’infanzia, l’UNICEF ha lanciato l’iniziativa “Il futuro che vorrei? Me lo leggi in faccia”. 

Le mascherine, diventate ormai elemento irrinunciabile del nostro vivere quotidiano ed emblema della pandemia, sono una necessità. Ci proteggono dal coronavirus e proteggono chi ci sta intorno, e vanno usate SEMPRE quando siamo fuori dalla nostra abitazione.

Ma le mascherine sono anche il segno di una quotidianità e di una socialità tutt’altro che normali, dove mostrare il proprio volto e parlarsi sono diventati comportamenti a rischio.
Per i giovanissimi, che soffrono più di chiunque altro le tante limitazioni imposte dalla crisi sanitaria, è oggi più importante che mai pensare a un futuro oltre il COVID-19. 
Per questo l’UNICEF Italia, propone a bambini e ragazzi di compiere un gesto simbolico utilizzando i social media: scrivere sulla propria mascherina un messaggio – una parola, una frase, un simbolo, non c’è limite alla creatività – che parli del domani, dell’avvenire atteso o sperato al di là di questa sorta di “era glaciale” della nostra vita collettiva.
Per partecipare all’iniziativa “Il futuro che vorrei me lo leggi in faccia” puoi scegliere un’immagine (fotografia o selfie) oppure un breve video-selfie, da pubblicare sui tuoi social preferiti.

Se sceglierai di taggarci (@UNICEF-Italia su Facebook, @unicefitalia su Instagram, @UNICEF_Italia su Twitter) non soltanto potremo venire a conoscenza del tuo gesto, ma ci consentirai anche di poterti rilanciare sui nostri canali nazionali nel caso il tuo messaggio ci appaia particolarmente bello e/o originale.

Nel caso di bambini più piccoli, i genitori possono inviarci foto e clip all’indirizzo [email protected], unitamente alla scheda di partecipazione per minorenni (che include la liberatoria privacy) debitamente compilata.

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