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Lollo Caffè Napoli, Cuore Napoli Basket e Rari Nantes insieme per lo sport e il sociale

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
8 Settembre, 2018
in News, Sport
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Lollo Caffè Napoli, Cuore Napoli Basket e Rari Nantes insieme per lo sport e il sociale
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97c4e7d2-a8d5-45f5-832c-55ee8deceb4dBFW- Be Forever Winner: Basket, Futsal e Waterpolo insieme per lo sport, il sociale e la solidarietà. Un gemellaggio per confrontarsi sulle problematiche degli sport che hanno minore rilevanza mediatica ma che rappresentano la storia e la cultura della nostra città. Lollo Caffè Napoli, Cuore Napoli Basket e Rari Nanteshanno deciso di dare vita a questa sinergia per affrontare insieme anche la questione impianti sportivi che da anni affligge il territorio campano. Dall’unione delle società però, nasceranno anche numerose iniziative sportive con grande spazio soprattutto all’aspetto sociale ed educativo con il coinvolgimento di associazioni e scuole.
Durante la conferenza sono stati presentati i prossimi impegni ed obiettivi stagionali dei club:il Lollo Caffè Napoli impegnato nei playoff scudetto di serie A, il Cuore Napoli Basket nella corsa salvezza con gli imminenti playout per rimanere in A2 e la grande storia e tradizione del Circolo Rari Nantes che insegue la promozione in A2.
Il presidente del Lollo Caffè Napoli Ciro Veneruso sostiene con entusiasmo l’iniziativa: “Siamo onorati di essere ospitati in un luogo che rappresenta la culla dello sport campano. L’idea nasce dalla convinzione che si possa trasmettere un messaggio univoco ai media e alle istituzioni sulla necessità di valorizzare le nostre passioni. Saremo impegnati a breve nei playoff scudetto, noi tiferemo Rari Nantes e Cuore Napoli Basket per il raggiungimento dei loro obiettivi, ma soprattutto siamo qua per mettere sul tavolo delle discussioni iniziative comuni in futuro“.
Il presidente del Schüco Cargomar Rari Nantes Napoli Giorgio Improta, padrone di casa: “Grazie a questa iniziativa si crea un collegamento e una sinergia tra tre eccellenze napoletane che stanno lottando per obiettivi importanti e prestigiosi nei rispettivi campionati. Con il Napoli Calcio a 5 la Rari Nantes già l’anno scorso ha stretto un gemellaggio a inizio stagione, ora il nostro circolo è felice di legarsi anche al Cuore Napoli Basket. Unire le forze, il tifo, il sostegno reciproco significa dare una vetrina e un respiro maggiore a sport che vengono considerati minori e questo è un aspetto fondamentale, soprattutto ora che la stagione entra nel vivo con le sue fasi decisive“.
Il presidente del Cuore Napoli Basket Ciro Ruggiero parla di senso di appartenenza al territorio: “È motivo di grande orgoglio per tutti noi formalizzare questa grande amicizia che ci legherà a due eccellenze sportive come il Napoli C5 e la Rari Nantes, due realtà radicate ormai da anni sul nostro territorio. Questo gemellaggio è un segnale forte da parte di queste tre società che sentono fino in fondo il proprio senso di appartenenza ad una Terra fantastica“.
L’assessore allo sport del Comune di Napoli Ciro Borriello è stato interpellato sulla questione impianti sportivi: “C’è ancora tanto da lavorare in tale senso, ma l’impegno del Comune di Napoli è costante e stiamo trovando delle soluzioni in vista delle Universiadi. Credo che queste sinergie tra club facciano bene allo sport e sostengo con piacere questa iniziativa che sarà sicuramente allargata anche ad altre realtà“.
Presente anche il sindaco di Cercola Vincenzo Fiengo: “Negli ultimi mesi il pubblico al Palacercola è aumentato. Tutto merito della strordinaria stagione del Lollo Caffè Napoli. Ci sono tante società che usufruiscono dell’impianto del nostro Comune e speriamo che ci siano sempre nuovi luoghi, ed il recupero di quelli in disuso dove poter praticare attività sportiva di ogni categoria e disciplina”
L’iniziativa è sostenuta dai ragazzi del #CuorediNapoli che sentono vicino al loro progetto di rinascita e valorizzazione della città il gemellaggio dei club e dall’associazione “Si può dare di più” che con simpatia e gentilezza hanno offerto il loro contributo all’ottima riuscita dell’evento. Un ringraziamento particolare va agli sponsor AutoUno, Cargomar e Compagnia di Navigazione sempre presenti e attivi nella realizzazione di grandi eventi.

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L'intervento di Burlando, durato oltre tre ore, ha segnato una delle fasi più intense della conclusione delle arringhe delle parti civili. L'avvocato ha sostenuto che le prove emerse nel dibattimento confermerebbero la tesi secondo cui la morte del campione avrebbe potuto essere evitata. Si tratta della posizione accusatoria della parte civile: le responsabilità penali degli imputati devono essere accertate dal tribunale.  Le richieste di condanna: nel mirino l'intero staff sanitario Nel corso dell'arringa, l'avvocato Fernando Burlando ha chiesto 15 anni di carcere per il neurochirurgo Leopoldo Luque, medico personale di Maradona, e 12 anni per Nancy Forlini, coordinatrice dell'assistenza sanitaria domiciliare. Per la psichiatra Agustina Cosachov la richiesta è di 10 anni, mentre per lo psicologo Carlos Díaz il legale ha invocato una pena di cinque anni. Infine, ha chiesto quattro anni di reclusione ciascuno per l'infermiere Ricardo Almirón e per Mariano Perroni, responsabile degli infermieri. Le contestazioni comprendono, secondo le posizioni accusatorie, l'omicidio semplice con dolo eventuale per alcuni imputati e l'omicidio colposo per altri. Per il medico clinico Pedro Di Spagna, invece, Burlando ha chiesto l'assoluzione, in linea con la posizione già espressa dalla pubblica accusa.  Le richieste formulate dalla parte civile non sono condanne già pronunciate: spetterà ai giudici valutare le prove e accertare le eventuali responsabilità penali dei singoli imputati. 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Fabio Perrucci, il carabiniere che ha salvato tre donne nel nubifragio di Foggia: un anno fa aveva soccorso un anziano tra le fiamme

Fabio Perrucci, il carabiniere che ha salvato tre donne nel nubifragio di Foggia: un anno fa aveva soccorso un anziano tra le fiamme

di Redazione Napolitan
15 Ottobre, 2026
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Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

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