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Azzardo a Napoli: un potere sommerso o oligarchia?

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
26 Giugno, 2017
in In evidenza, News
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Azzardo a Napoli: un potere sommerso o oligarchia?
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133523_oriz A Napoli è cosa nota: spesso e volentieri dietro una sala slot, una sala giochi c’è il crimine organizzato.

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Vere e proprie lavanderie di denaro sporco sarebbero tantissimi punti gioco presenti nella città partenopea così come in tutta Italia.

Ma Napoli è la città del sogno: luogo magico dove si incrociano i destini e le aspirazioni basta pensare a Maradona diventato quasi un santo. Eroi e miti positivi un po’ come quelli di Siani, giovane giornalista antimafia, miti negativi molto meno o forse più nascosti .

Tra tutti questi miti resiste quello della buona sorte e dei numeri. Possibile mai? Pare proprio di sì .

Il gioco è entrato a far parte della mitologia napoletana ed oggi il gaming piaccia o no pare essere una passione di migliaia di cittadini.

Una passione spesso intercettata dall’illegalità ed è chiaro che spesso e volentieri vengono controllati gli esercizi dove sono installati apparecchi di videopoker, questi totem spesso sono dubbia provenienza. A Napoli non di rado vengono scoperte sale giochi abusive.

Del gioco d’azzardo, del suo sistema, del suo particolare sistema tra illusioni di vincite facili e sogni mai realizzati ma anche e sopratutto riciclaggio e denaro sporco, dubbi ed illeciti parlano un po’ tutto, così come molti sono coloro che sono pronti a denunciare il gaming ed il gambling come la nuova droga, quella delle periferie urbane più complicate.

In una recente intervista rilasciata a L’Eco del Sud, Akey, rapper napoletano, ex vittima dell’azzardo. Akey ha persino realizzato un video, Oligarchia, che lancia un messaggio forte e chiaro.

Il video Oligarchia, secondo il rapper è il potere che manipola la coscienza, ed è questo che farebbe l’azzardo. Regalare le speranze alle persone, far pensare che sia possibile raggiungere un payout con un basso investimento è in un certo senso un potere occulto, strategico.

Nel video del rapper si percepisce come lo Stato sia il vero padrone del gioco e come attraverso questo riesca a ricavarci fondi importanti, non sempre però il gioco è legale. Nel sistema illegale non è lo Stato a far da padrone ma il crimine organizzato.

Il video del rapper analizza nel dettaglio la giornata di un giocatore d’azzardo patologico che «torna a casa all’alba senza una lira» nel Paese dove slot machine, videolottery, gratta e vinci e quando altro si trovano ovunque.

Ma se questo è quello che accade da tempo si notano nuove abitudini, non più code alle sale scommesse o giochi ma tantissimi giocatori virtuali che si muovono tra un sito e l’altro.

A Napoli ad esempio da tempo ormai titanbet con il codice bonus inizia ad appassionare. Il casinò virtuale piace per vari motivi, sopratutto perchè è sempre aperto, è controllato ed è indubbiamente più economico rispetto a quello reale. Ma il gioco virtuale è nettamente differente da quello reale, infatti, le società rispettano alcuni canoni etnici importantissimi.

 

Tags: akeycasinò virtualedipendenza da giocogioco d'azzardogratta e vincil'eco del sudludopatianapolioligarchiatitanbet
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