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Maxi-truffa per 48 milioni di euro, indagate 32 persone

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
6 Luglio, 2016
in Cronaca, In evidenza
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Maxi-truffa per 48 milioni di euro, indagate 32 persone
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guardia-di-finanzaTruffa allo Stato, frode, evasione fiscale: qualunque modo si voglia chiamare questa faccenda sporca, la cosa certa è che è un male italiano che ruba miliardi di euro, diventato una tradizione alla stregua di un appuntamento televisivo.

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Ieri le Fiamme Gialle hanno denunciato 32 persone affiliate a un’associazione a delinquere con base a Napoli per frode: l’intervento è il risultato dell’operazione “VIP” condotta dal Procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli Fausto Zuccarelli, responsabile anche dell’area antiterrorismo della Procura. Le cifre stellari e il sistema per raggirare il fisco a “scatola cinese” fanno di questa storia quasi uno soggetto da degno film hollywoodiano.

Tra il 2009 e il 2013 tre uomini napoletani trovarono un modo per guadagnare molto, moltissimo, e in tempi tutto sommato rapidi, poco importa se si trattava di violare la legge: Vincenzo Porpora, di 44 anni, Francesco Cammarota, di 41, e Salvatore Sovereto, quasi sessantenne. Si sarebbero poi aggiunte 29 persone a questo sistema definito “Carosello”, collaudato tra la Campania e il Lazio. Il buon vecchio programma tv era un contenitore di sketch misti, pubblicità e rubriche; quell’altro invece denaro sporco, smartphone, tablet, computer e ogni altro oggetto informatico su cui speculare, venduti a bassissimo costo.

L’apparato fraudolento, complesso quanto uno del corpo umano, digeriva i soldi in tre fasi corrispondenti ad altrettanti livelli, organizzati in società attive e “di schermo” che ricoprivano specifici ruoli per depistare i controlli e far circolare i proventi ai vari membri criminali.

Nel primo livello sussistevano le “società cartiere” che non presentavano le dovute dichiarazioni tributarie né pagavano all’erario le imposte, intestate a cosiddette “teste di legno” impegnate a contabilizzare i beni da vendere senza calcolare l’IVA. I responsabili potevano evadere l’imposta facendo ricorso ad acquisti presso fornitori comunitari, in quei paesi ove erano neutrali all’IVA ma non in Italia.

Proseguendo nel secondo livello, le operazioni sono focalizzate nelle lettere d’intento, ossia dichiarazioni da parte degli esportatori abituali che devono segnalare all’Agenzia delle Entrate il proprio volume d’affari anno per anno.

Queste documentazioni erano fasulle, dal momento che gli acquisti senza IVA o le cessioni inter-comunitarie delle  “teste di legno” non avevano il plafond opportuno –ovvero un limite mensile o annuale su un’attività finanziaria- per legittimare suddetti movimenti di beni e moneta.

Nell’ultimo step le società cartiere passavano all’acquisto dei beni con l’IVA aggiunta e applicavano poi un sovrapprezzo un poco più alto sul prezzo di acquisto, così da guadagnarci sia dall’ottenimento dei prodotti senza le tasse sia con la vendita a costo maggiorato nei negozi. A complicare il lavoro degli investigatori ci pensavano le aziende di “schermo” che presentavano una contabilità regolare, nascondendo la rete illegale di circoli e organi irrogati di contante.

In tutto il danno erariale ammonta a 31 milioni di euro, che salgono fino a 48,5 con il sequestro preventivo di immobili, veicoli e conti correnti degli indagati, in gran parte nata a Napoli, Salerno o Roma.

Questo è solo un episodio: altre organizzazioni criminali, imprenditori e legali, camorristi, politici e cantanti escogitano modi perfino creativi per sfuggire alla morsa del fisco; scampare al morso significa però stringerlo ai milioni di cittadini onesti, costretti a ricorrere a mutui e ipoteche per superare l’ennesimo mese dell’anno.

Tags: #GuardiadiFinanzaEvasione fiscaleFiscosmartphonetruffavincenzo porpora
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Un miliardo di euro in dieci anni, una struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Campania Roberto Fico e nuovi strumenti per la messa in sicurezza degli edifici, il sostegno alle famiglie e la riduzione della vulnerabilità del patrimonio immobiliare. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre il nuovo decreto - legge dedicato ai Campi Flegrei, introducendo un modello di gestione di lungo periodo per affrontare le conseguenze del bradisismo.  Il provvedimento arriva dopo settimane di interlocuzioni istituzionali e la mobilitazione di centinaia di cittadini e amministratori locali, che l’8 ottobre avevano raggiunto Roma per chiedere risposte concrete per il territorio flegreo e per le famiglie colpite dall’emergenza.  Fico commissario per dieci anni: una regia unica per gli interventi La principale novità riguarda la governance. La gestione degli interventi strutturali sarà affidata a una struttura commissariale della durata di dieci anni, con a capo il presidente della Regione Campania, che assumerà il ruolo di commissario straordinario del Governo. L’obiettivo è superare la frammentazione delle competenze, rendere più chiara la catena decisionale e accelerare la programmazione e l’esecuzione degli interventi. La gestione speciale avrà una durata decennale, indipendentemente dall’andamento contingente del bradisismo, con verifiche annuali. Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha presentato il piano come un passaggio da una gestione legata all’emergenza a una strategia di prevenzione strutturale. La struttura commissariale dovrà occuparsi della riduzione della vulnerabilità degli edifici e della ricostruzione di quelli danneggiati, mentre la Protezione civile manterrà le proprie competenze sul monitoraggio del rischio, sull’allertamento, sulla pianificazione delle emergenze e sull’eventuale evacuazione della popolazione.  Un miliardo per gli edifici: contributi e adeguamento antisismico Il fondo pluriennale previsto dal decreto ammonta a un miliardo di euro, distribuito nell’arco di dieci anni. Le risorse serviranno a sostenere interventi di riparazione, riqualificazione e riduzione della vulnerabilità degli immobili nelle aree interessate dal fenomeno bradisismico.  Tra le principali misure annunciate figurano: Contributi fino a 30mila euro per gli interventi di pronto ripristino degli immobili. Contributi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici, con percentuali di copertura legate all’ISEE e possibilità di arrivare al 100% dei costi per chi possiede i requisiti previsti. Adeguamento antisismico: secondo quanto illustrato dal ministro Musumeci, il contributo statale potrà coprire il 70% delle spese, salendo al 100% per i proprietari con reddito non superiore a 28mila euro. Delocalizzazione volontaria e incentivata per gli immobili più vulnerabili o situati nelle aree a maggiore rischio. L’obiettivo è intervenire non soltanto sugli edifici già danneggiati, ma anche sulle condizioni strutturali che possono rendere il patrimonio immobiliare più vulnerabile agli effetti delle scosse. Le modalità operative, i requisiti di accesso e le procedure applicative dovranno essere verificati sulla base del testo definitivo e degli atti attuativi. Sospensione di mutui e tributi, proroga degli affitti Il decreto contiene anche misure di sostegno economico per le persone che vivono nei territori colpiti dal bradisismo. È prevista la sospensione degli adempimenti tributari e contributivi fino al 30 novembre 2026, con riferimento al periodo indicato dal provvedimento, e la sospensione dei mutui fino al 31 dicembre 2027....

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Vomero, pestato dal branco per difendere le figlie: tra gli identificati anche i figli di due poliziotti

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Una lite tra adolescenti, nata secondo le prime ricostruzioni da una contesa sentimentale, si è trasformata in una brutale aggressione nel cuore del Vomero. Per il pestaggio del padre intervenuto in difesa delle figlie, avvenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre in zona piazza Vanvitelli, sono stati identificati una decina di giovani, quasi tutti minorenni. Nel gruppo ci sarebbero anche i figli di due poliziotti. Le responsabilità individuali sono ancora al vaglio degli investigatori.  L’inchiesta è coordinata dalle Procure ordinaria e per i minorenni di Napoli. I carabinieri stanno ricostruendo le diverse fasi della vicenda e il ruolo di ciascun partecipante, anche attraverso i filmati dell’aggressione circolati in rete. La lite tra ragazze e l’intervento del padre Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe cominciato con un diverbio tra giovanissime, legato a una presunta rivalità sentimentale. La discussione sarebbe degenerata in un’aggressione ai danni delle figlie dell’uomo e di una loro cugina. Una delle ragazze sarebbe stata colpita da un giovane arrivato in scooter. Avvertito di quanto accaduto, il padre è intervenuto per affrontare il ragazzo. Da lì la situazione sarebbe precipitata: il giovane avrebbe chiamato in aiuto alcuni amici e l’uomo sarebbe stato circondato e picchiato ripetutamente, anche quando era già a terra. Il pestaggio ha avuto conseguenze gravissime. Durante l’aggressione, un mezzo per la raccolta dei rifiuti ha investito l’uomo, schiacciandogli una gamba. Trasportato all’ospedale Cardarelli, è stato sottoposto a cure e a un intervento chirurgico. Il rischio di amputazione, temuto nelle prime ore, è stato scongiurato. Anche una delle figlie ha avuto bisogno di assistenza medica.  Una decina di giovani identificati, quasi tutti minorenni I primi accertamenti hanno portato all’identificazione di otto ragazzi, sei maschi e due femmine. Gli sviluppi più recenti parlano complessivamente di una decina di giovani individuati. Tra loro ci sarebbero anche due figli di appartenenti alle forze dell’ordine. A preoccupare è anche quanto sarebbe accaduto dopo l’aggressione. La famiglia avrebbe ricevuto minacce e insulti sui social, con le figlie dell’uomo nuovamente esposte a intimidazioni. La vittima ha riferito di essere particolarmente preoccupata per la loro sicurezza.  Piazza Vanvitelli, arriva il presidio interforze Dopo il pestaggio, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’istituzione immediata di un posto fisso interforze in piazza Vanvitelli. Il dispositivo prevede la presenza a rotazione di equipaggi delle forze dell’ordine, della polizia locale e della polizia metropolitana. La misura si aggiunge ai controlli rafforzati già previsti per alcune aree del Vomero, con pattugliamenti e vigilanza nelle ore considerate più delicate, in particolare durante le serate del fine settimana. L’obiettivo dichiarato è prevenire nuovi episodi di violenza e garantire maggiore sicurezza a residenti, commercianti e frequentatori della zona.  Per sabato 17 ottobre è stata inoltre annunciata una mobilitazione pacifica promossa da famiglie del quartiere, con l’obiettivo di esprimere solidarietà all’uomo aggredito e alle sue figlie e chiedere una presenza più costante delle istituzioni.  Una violenza che non può essere liquidata come una bravata La vicenda di piazza Vanvitelli impone una riflessione che va oltre la dinamica della lite e l’identificazione dei singoli partecipanti. Se una discussione tra adolescenti può trasformarsi in un pestaggio di gruppo, se un uomo finisce in ospedale con lesioni gravissime e se la sua famiglia teme nuove ritorsioni dopo aver denunciato, il problema non può essere archiviato come una semplice lite tra ragazzi. La risposta deve passare dall’accertamento delle responsabilità, dalla tutela della vittima e dei familiari e da interventi capaci di prevenire nuove aggressioni. 

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