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Luglio 2016: MATRONATI della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
4 Luglio, 2016
in Arte & Spettacolo
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Luglio 2016: MATRONATI della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli
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jaibruleLD02Il MATRONATO è concesso a J’ai brûlé dans tes yeux. Je brûle, una performance multidisciplinare trilingue (italiano, francese, inglese) ispirata al film Paris,Texas di Wim Wenders, sul quale attori e danzatori hanno iniziato una ricerca basata sull’improvvisazione durante una residenza creativa iniziata in una sala prove a Montreuil e proseguita al Goethe Institut di Parigi nel 2015. Un lavoro corale, fisico, fatto di danza, musica, scultura e cinematografia che coinvolge dodici interpreti tra danzatori, attori, registi, musicisti ed artisti ambientali, pronti ad unire le proprie capacità nella direzione di una drammaturgia condivisa e di una grande opera aperta, circolare, infinita. Corpi senza sosta in movimento che si danno le spalle nel momento del confronto per la paura di “bruciare” negli occhi di lei o di lui. Tema centrale è la relazione che si crea tra spazio abitativo e opera, tra interno ed esterno, tra attore e spettatore con l’obiettivo drammaturgico di raccontare la relazione tra due persone, partendo appunto dalla coppia del film Paris, Texas.

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La prima fase del progetto è stata presentata in occasione dell’XI Giornata del Contemporaneo di AMACI nel 2015. A Napoli, dal 5 al 9 luglio 2016, dalle ore 21:00 (presso La Casaforte, piazzetta Trinità degli Spagnoli 4, Napoli), si potrà assistere alla seconda fase, con l’introduzione del film in super 8, girato durante una precedente residenza e ri-proiettato nel corpo performativo, come un esplicito richiamo al linguaggio filmico wendersiano.

I protagonisti della storia, che si sdoppiano e diventano quattro esperienze di coppie diverse, si muovono in un non luogo dove terra, fuoco, metallo sono elementi di interazione per relazioni passionali, come bruciate, che cercano di ritrovarsi. Le sculture diventano elementi drammaturgici per indagare la relazione tra corpo performativo, spettatore-attore ed opera d’arte. Una grande scultura abitabile in ferro a base ottagonale rappresenta la durezza della relazione: i corpi dei performer esplorano la freddezza del metallo, il conflitto comunicativo che ne deriva grava sulla fragilità della relazione; un cono in terra vulcanica rimanda alla ricerca di una dimensione unitaria con la natura: i performer cercano una meta-dimensione della relazione esplorandola nella sua parte più interiore; il prisma soffice in tyvek, infine, incarna la purezza dell’infanzia in relazione ad un mondo onirico rappresentato dalla grande proiezione di uno spettro cromatico retrostante l’opera, necessario per esplorare la rinascita e la gioia.

Oltre al MATRONATO della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, il progetto ha ottenuto il patrocinio dell’Istitut français e il patrocinio del Goethe Institut di Napoli.

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La Casaforte S.B. è una casa-laboratorio nata negli spazi dell’antica litografia Manzoni e De Lucia (1950) già chiostro e parte del convento della Trinità degli Spagnoli (1579), nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Una casa-opera-aperta che intreccia visioni e linguaggi artistici nel vivere quotidiano, presso la quale Valeria Borrelli e Antonio Sacco, ospitano artisti di tutto il mondo per residenze creative (e “abitare l’arte”).

ll collettivo italo-francese Kulturscio’k, è fondato dalla danzatrice Ivana Messina e da Alessia Siniscalchi, regista del lavoro J’ai brûle’ dans tes yeux. Je brûle, artista eclettica che, dopo aver vinto una borsa di studio all’Actors Studio di New York e aver lavorato per quattro anni negli Stati Uniti con i più grandi maestri del teatro classico e con compagnie di teatro sociale, politico e sperimentale, si dedica con Kulturscio’k, allo sviluppo di performance di diversa sperimentazione. Il collettivo si avvale della collaborazione di artisti, musicisti, scrittori, danzatori, attori, fotografi.

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PAC-Porto d’Arte Contemporanea

Mostre di Sergio Fermariello e Vincenzo Rusciano

venerdì 8 luglio 2016, dalle ore 18:00

fino al 15 ottobre 2016

porto di Acciaroli, nel comune di Pollica e Castello dei Principi Capano (Salerno)

partecipazione gratuita

 

Il secondo MATRONATO è concesso a due mostre di Sergio Fermariello e Vincenzo Rusciano, organizzate dal PAC-Porto d’Arte Contemporanea di Pollica (Salerno), progetto innovativo, nato da un’idea di Valerio Falcone, che si basa sul rapporto fra l’identità storica dell’area Acciaroli-Pollica, nel Cilento e, più in generale, la relazione tra quest’area del Mediterraneo con altre culture e filosofie artistiche contemporanee. Venerdì 8 luglio il PAC inaugurerà due mostre:

– al porto di Acciaroli (ore 18:00), nel comune di Pollica (Salerno) la doppia installazione di Sergio Fermariello: tre sculture totem in ferro alte più di quattro metri e una lunga catena in ferro.

– presso il Castello dei Principi Capano (ore 20:00) a Pollica, la mostra di Vincenzo Rusciano: due tele di grandi dimensioni, una zattera lunga più di quattro metri ed una casetta in legno.

Le installazioni e la mostra saranno visitabili tutti i giorni fino a sabato 15 ottobre 2016, data in cui sarà presentato a Pollica il catalogo delle due mostre. Oltre al MATRONATO della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, le mostre hanno ricevuto il patrocinio della Fondazione PLART, dell’AMACI, della Regione Campania, della Provincia di Salerno e del Comune di Pollica.

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O.O.PARTS / OUT OF PLACE ARTICRAFTS / Reperti impossibili

installazione site specific di Michele Iodice

sabato 9 luglio, dalle ore 19:00 alle ore 21:30

fino al 20 settembre 2016

Palazzo Cerio, piazzetta Cerio 11, Capri

partecipazione gratuita

 michele_iodice

Il terzo MATRONATO è stato concesso all’installazione site specific di Michele Iodice, concepita appositamente per gli spazi del Centro Cerio, quale rilettura in chiave contemporanea dei reperti conservati al Museo Cerio, dal titolo O.O.Parts / Out Of Place Articrafts / Reperti Impossibili (inaugurazione il 9 luglio dalle ore 19:00, fino al 20 settembre 2016), realizzata sotto la direzione artistica di Intragallery, nell’ambito della rassegna Cerio / Arte.

L’artista, ispirato dal piccolo antiquarium conservato presso Palazzo Cerio, dove sono raccolti i reperti paleontologici ed archeologici collezionati dallo studioso Ignazio Cerio, ha realizzato un’installazione site specific di opere ready made: sculture ispirate all’antichità, realizzate in metallo riciclato, rese contemporanee dai materiali utilizzati come acciaio, alluminio e resine. La pietas per l’oggetto ritrovato, che Giuseppe Merlino rinveniva nelle opere di Michele Iodice, alimentata dall’esperienza dell’artista presso il museo archeologico e dall’amore per la propria città martoriata, anima l’intera installazione.

Mario Codognato scrive sulla sua ricerca artistica di Jodice:“La stratificazione storica e culturale di Napoli al contrario di quella geologica non avviene per moti orizzontali, per quanto discontinui, ma piuttosto attraverso contaminazioni e trasparenze reciproche ed il riciclo di modelli che dall’antichità alla contemporaneità si adattano ingegnosamente e fluidamente agli stimoli e alle esigenze della vita quotidiana. Incarnando questo spirito geniale, le creazioni di Michele Iodice attraversano i secoli, gli stili, le suggestioni e le intuizioni che le hanno prodotte”.

L’installazione ha ricevuto, oltre al MATRONATO della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee anche il patrocinio del Comune di Capri, del Comune di Anacapri e dell’Azienda autonoma di cura, soggiorno e turismo dell’isola di Capri.

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Una lite tra adolescenti, nata secondo le prime ricostruzioni da una contesa sentimentale, si è trasformata in una brutale aggressione nel cuore del Vomero. Per il pestaggio del padre intervenuto in difesa delle figlie, avvenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre in zona piazza Vanvitelli, sono stati identificati una decina di giovani, quasi tutti minorenni. Nel gruppo ci sarebbero anche i figli di due poliziotti. Le responsabilità individuali sono ancora al vaglio degli investigatori.  L’inchiesta è coordinata dalle Procure ordinaria e per i minorenni di Napoli. I carabinieri stanno ricostruendo le diverse fasi della vicenda e il ruolo di ciascun partecipante, anche attraverso i filmati dell’aggressione circolati in rete. La lite tra ragazze e l’intervento del padre Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe cominciato con un diverbio tra giovanissime, legato a una presunta rivalità sentimentale. La discussione sarebbe degenerata in un’aggressione ai danni delle figlie dell’uomo e di una loro cugina. Una delle ragazze sarebbe stata colpita da un giovane arrivato in scooter. Avvertito di quanto accaduto, il padre è intervenuto per affrontare il ragazzo. Da lì la situazione sarebbe precipitata: il giovane avrebbe chiamato in aiuto alcuni amici e l’uomo sarebbe stato circondato e picchiato ripetutamente, anche quando era già a terra. Il pestaggio ha avuto conseguenze gravissime. Durante l’aggressione, un mezzo per la raccolta dei rifiuti ha investito l’uomo, schiacciandogli una gamba. Trasportato all’ospedale Cardarelli, è stato sottoposto a cure e a un intervento chirurgico. Il rischio di amputazione, temuto nelle prime ore, è stato scongiurato. Anche una delle figlie ha avuto bisogno di assistenza medica.  Una decina di giovani identificati, quasi tutti minorenni I primi accertamenti hanno portato all’identificazione di otto ragazzi, sei maschi e due femmine. Gli sviluppi più recenti parlano complessivamente di una decina di giovani individuati. Tra loro ci sarebbero anche due figli di appartenenti alle forze dell’ordine. A preoccupare è anche quanto sarebbe accaduto dopo l’aggressione. La famiglia avrebbe ricevuto minacce e insulti sui social, con le figlie dell’uomo nuovamente esposte a intimidazioni. La vittima ha riferito di essere particolarmente preoccupata per la loro sicurezza.  Piazza Vanvitelli, arriva il presidio interforze Dopo il pestaggio, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’istituzione immediata di un posto fisso interforze in piazza Vanvitelli. Il dispositivo prevede la presenza a rotazione di equipaggi delle forze dell’ordine, della polizia locale e della polizia metropolitana. La misura si aggiunge ai controlli rafforzati già previsti per alcune aree del Vomero, con pattugliamenti e vigilanza nelle ore considerate più delicate, in particolare durante le serate del fine settimana. L’obiettivo dichiarato è prevenire nuovi episodi di violenza e garantire maggiore sicurezza a residenti, commercianti e frequentatori della zona.  Per sabato 17 ottobre è stata inoltre annunciata una mobilitazione pacifica promossa da famiglie del quartiere, con l’obiettivo di esprimere solidarietà all’uomo aggredito e alle sue figlie e chiedere una presenza più costante delle istituzioni.  Una violenza che non può essere liquidata come una bravata La vicenda di piazza Vanvitelli impone una riflessione che va oltre la dinamica della lite e l’identificazione dei singoli partecipanti. Se una discussione tra adolescenti può trasformarsi in un pestaggio di gruppo, se un uomo finisce in ospedale con lesioni gravissime e se la sua famiglia teme nuove ritorsioni dopo aver denunciato, il problema non può essere archiviato come una semplice lite tra ragazzi. La risposta deve passare dall’accertamento delle responsabilità, dalla tutela della vittima e dei familiari e da interventi capaci di prevenire nuove aggressioni. 

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