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Campo rom sgomberato a Giugliano: inizia una nuova vita per 200 bambini

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
25 Giugno, 2016
in Da Sud a Sud, In evidenza
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Campo rom sgomberato a Giugliano: inizia una nuova vita per 200 bambini
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campo%20rom“Masseria del Pozzo” sito di stoccaggio situato nel Comune di Giugliano, comprende la discarica denominata “cava Giuliani” e quattro piazzole adibite a stoccaggio provvisorio realizzate nell’area di pertinenza della stessa discarica.

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E, soprattutto, fino a ieri, accoglieva uno dei campi rom più popolati della Campania.

Insorgono a ridosso delle discariche, lungo quei limbi di terra putridi, maleodoranti e sopraffatti da carcasse di rifiuti di ogni genere e specie.

Sono abituati a vivere tra i rifiuti, nell’immaginario collettivo e ai margini di un contesto sociale che palesa oggettive difficoltà nell’accogliere un’etnia dall’indole tanto “variopinta” come quella rom.

La Polizia ha eseguito il sequestro e lo sgombero del campo rom di Masseria del Pozzo a Giugliano in Campania.

Circa 300 persone sono state allontanate, il 70% dei quali sono minori.

Circa 200 bambini verranno seguiti dai servizi sociali del Comune napoletano. Il sequestro e lo sgombero sono stati ordinati dal Gip del Tribunale di Napoli nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli Nord che nei mesi scorsi aveva sequestrato a Giugliano diverse aree adibite a discariche abusive adiacenti all’insediamento, con concreti rischi per la salute dei rom, in particolare dei più piccoli.

Le indagini che hanno portato allo sgombero del campo rom di Giugliano sono partite dopo il sequestro nel maggio 2015, da parte del commissariato della Polizia di Stato di Giugliano-Villaricca diretto da Pasquale Trocino, di tre discariche abusive, tutte realizzate in aree ubicate nei pressi del campo rom.

Tra le zone sequestrate rientra anche un tratto di costone di strada adiacente ai manufatti abitativi edificati dai rom nell’Asi di Giugliano. Le successivi analisi dell’Arpac sui rifiuti trovati, altamente tossici e oggetti più volte di combustione, hanno confermato i pericoli per la salute degli abitanti del campo.

Il decreto di sequestro preventivo del campo era stato già emesso ad ottobre 2015 dal Gip di Napoli Nord, su richiesta della Procura diretta da Francesco Greco, ma non è stato eseguito subito per dar tempo al Comune di predisporre un piano per una messa in sicurezza dell’area con il coordinamento della prefettura di Napoli. Più volte dall’amministrazione comunale di Giugliano è arrivata la richiesta di differire l’esecuzione del decreto, l’ultima è stata bocciata ad inizio giugno, quando la Procura ha deciso di ordinare lo sgombero ritenendo che gli interventi di messa in sicurezza effettuati dal Comune non fossero sufficienti a garantire l’incolumità dei rom.

 

Tags: . napolibambinicampo romgiugliano in campaniamasseria del pozzosgombero
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Fabio Perrucci, il carabiniere che ha salvato tre donne nel nubifragio di Foggia: un anno fa aveva soccorso un anziano tra le fiamme

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di Redazione Napolitan
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Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

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