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“Il giallo di Sant’Antimo”

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
9 Gennaio, 2016
in Cronaca
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“Il giallo di Sant’Antimo”
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spari1Si continua a sparare tra le strade di Napoli. La criminalità è padrona indiscussa delle strade, dove incurante di tutto e di tutti regola i conti a colpi di pistola, per strada, nei bar o dove meglio gli aggrada.

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Lo scorso giovedì pomeriggio le strade dell’hinterland napoletano si sono nuovamente macchiate di sangue. Teatro di un raid punitivo, ancora la periferia nord di Napoli, in balia di una nuova faida, i cui protagonisti sono ancora loro “i baby-camorristi”: così soprannominati per la loro giovane età, ma non per questo meno spietati.

Gennaro Aprea, 32 anni, di Miano, un malavitoso che si guadagna da vivere mettendo a segno rapine è stato gambizzato. L’uomo, le cui condizioni non sono gravi, è stato centrato da tre proiettili che lo hanno ferito ad entrambe le gambe, mentre transitava a bordo del suo scooter sulla ex Statale Appia, nel tratto tra Melito e Sant’Antimo. «Volevano rapinarmi. Ho reagito e mi hanno ferito a colpi di pistola»: questo è quello che ha dichiarato in ospedale Gennaro Aprea, quando accompagnato da un amico, è giunto al pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa.

I sanitari dell’ospedale civile, come impone la legge, hanno immediatamente avvertito gli agenti del commissariato di Aversa, diretto dal vicequestore Paolo Iodice. L’uomo, che ha precedenti per rapine commesse a Sant’Antimo – dove armato di pistola, non si fece scrupolo a farsi consegnare da un’anziana coppia di coniugi le fedi nuziali – ha dichiarato agli agenti del commissariato di Aversa, che mentre percorreva la ex Statale Appia, nel tratto di Sant’Antimo è stato bloccato da alcuni sconosciuti che volevano rapinarlo. Lui ha reagito cercando di allontanarsi a bordo dello scooter e uno degli sconosciuti ha esploso alcuni colpi, tre dei quali lo hanno ferito alle gambe. Una versione che al momento non ha trovato alcun riscontro né ha convinto i poliziotti del commissariato di Frattamaggiore. Gli inquirenti non hanno trovato nel posto dove si sarebbe verificato il ferimento ed indicato da Gennaro Aprea, nessuna traccia o indizi riconducibili all’avvenuta “ gambizzazione”, e nemmeno la persona che ha lo ha portato in ospedale non ha saputo, o forse voluto, fornire particolari utili alle indagini. Secondo gli investigatori il fatto di sangue potrebbe essere riconducibile ad una “punizione”, scattata per uno sgarro, e nemmeno viene esclusa l’eventualità che l’uomo possa essere stato ferito mentre tentava un’ennesima rapina ad una vittima sbagliata e anche se al momento non ci sono elementi significativi, non si esclude che l’episodio possa essere collegato in qualche modo anche con la nuova faida che sta insanguinando i quartieri a nord di Napoli e il suo immediato hinterland.

Le condizioni del ferito non sono gravi. Anche se Gennaro Aprea è stato centrato da due proiettili alla gamba destra e uno a quella sinistra, le ogive sono entrate ed uscite. I medici dell’ospedale civile di Aversa, hanno consigliato il ricovero, al fine di effettuare alcuni esami particolari per accertare eventuali danni al sistema vascolare degli arti inferiori.

Tags: . napolibaby camorristicamorracriminegambizzatogennaro apreamelitonapoli nordsant'antimo
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