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Filomena Morlando, lo scudo umano della camorra

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
11 Giugno, 2015
in Cronaca, In evidenza
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Filomena Morlando, lo scudo umano della camorra
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mena_0“L’unica sua colpa era stata quella di essere uscita di casa nel momento sbagliato. Presumibillmente qualcuno se ne era fatto scudo durante un agguato contro un delinquente in soggiorno obbligato a Giugliano. A morire invece fu lei. L’obiettivo dei killer la fece franca e più tardi sarebbe diventato uno dei capi del clan dei Casalesi: Francesco Bidognetti, detto “Cicciott’ ‘e mezzanotte”. Il caso dell’omicidio di quella ragazza malgrado numerose indagini non ha mai avuto soluzione giudiziaria. E lentamente il suo ricordo si è sbiadito. I suoi genitori ne sono morti entrambi di crepacuore. Ma nessuna autorità si è mai preoccupata di ricordarla come meritava, e la sua bellezza fresca e il suo sorriso pulito riaffiorano soltanto nei ricordi amari dei suoi amici e familiari” (R. Cantone, “Solo per Giustizia”, pagina 128, Mondadori editore per la collana Strade blu, 2008).

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Era la sera del 17 dicembre 1980, intorno alle ore 18:00, e Filomena Morlando si trovava nel piazzale su cui si affaccia la chiesa di Sant’Anna a Giugliano, nel napoletano.

Mena (così la chiamavano tutti), maestra elementare, è stata lo “scudo umano” di Francesco Bidognetti, preso di mira da un camorrista. Tre colpi di pistola in pieno viso.

Morta per errore, dunque, per essersi trovata per caso nello stesso posto in cui si trovava la camorra.

Nata in questa stessa città il 19 aprile 1955 e portata via dal mondo a soli 25 anni, mentre si accatastava il suo fascicolo pretendendo di far credere che si fosse trattato di delitto passionale.

Ma la famiglia non ci stava. Sin da subito ha iniziato la sua lotta per poter far riconoscere il suo nome come ennesima vittima della camorra.

Qualche risultato, con molti sforzi, lo hanno ottenuto: dopo ben trent’anni una strada le è stata dedicata dall’amministrazione comunale, grazie ai fari puntati addosso a questa storia dal dott. Cantone nel suo libro “Solo per Giustizia”.

Ma Mena non va dimenticata. Mena è l’esempio dell’innocenza coinvolta in affari sporchi tra camorristi. Quella sera chiunque si sarebbe potuto trovare nel posto sbagliato al momento sbagliato, proprio come lei.

E la camorra non ti guarda in faccia, non studia chi sei, né quanti anni hai, né i tuoi sogni, i tuoi progetti… Per la camorra sei soltanto un numero.

Tags: . napolicamorracampaniacolpifilomena morlandogiuglianoomicidiopistolascudo umanosparivittima
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